Vernio

“Memorie di guerra e di prigionia” al Casone de’ Bardi

Dal blog di fabriziaprota

Mercoledì 8 agosto alle 21.15, per “Apriti Chiostro” la storia dell’internamento dei militari italiani attraverso il volume di Francesco Venuti. Presente il nipote di Arturo Toccafondi, giovane carabiniere morto in un campo di prigionia

Una delle serate di "Apriti Chiostro"

VERNIO. Nel giardino interno del Casone de’ Bardi a San Quirico prosegue la rassegna “Apriti Chiostro”, il cartellone di eventi estivi organizzati dall’assessorato alla Cultura del Comune di Vernio. Mercoledì 8 agosto, alle 21.15, è in programma la presentazione dell’ultimo studio del professor Francesco Venuti “Memorie di guerra e di prigionia”.

La pubblicazione, che ha come sottotitolo “L’internamento dei militari italiani attraverso le testimonianze”, racconta la dolorosa vicenda degli internati militari italiani, ancora poco nota al grande pubblico, nonostante le sofferenze che circa 650.000 soldati patirono nei campi di prigionia tedesca fra il 1943 e il 1945. L’autore, lo storico e scrittore Francesco Venuti, da molti anni, in quanto dirigente della sezione pratese dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, svolge ricerche nell’ambito della conservazione della memoria delle vicende belliche.

Oltre all’autore, all’iniziativa sarà presente Arturo Pasquinelli, nipote di Arturo Toccafondi, giovane carabiniere internato che morì in un campo di prigionia di tubercolosi appena ventenne. I resti mortali del carabiniere fecero rientro a Vernio grazie all’interessamento e all’opera della sezione di Vernio dell’associazione nazionale carabinieri. Toccafondi fu inizialmente sepolto a Zeithain, in Germania, alla tomba n.224 (notizie del cappellano militare don Enzo Ghidini Guastalla). Nel campo di prigionia era infatti presente un sacerdote che, oltre a portare parole di conforto, si adoperava nel porre un segno di riconoscimento su ogni militare italiano deceduto, annotandone anche la posizione della sepoltura.  Una volta rientrato dalla prigionia, lo stesso don Enzo ha pubblicato il libro “Zeithan campo di morte”, con riportate le ultime parole di Arturo Toccafondi: “Se tornerete, padre. Dite ai miei che non s’affliggano, perché ho finito di soffrire”.

«Una testimonianza toccante quella del giovane Arturo Toccafondi – commenta l’assessore comunale alla Cultura Maria Lucarini –. Abbiamo tutti noi oggi il dovere di ricordare e testimoniare le vicende di coloro che pagarono con la vita il loro “No” al fascismo. Grazie al professor Venuti per aver approfondito questa storia e per gli studi che da anni porta avanti con passione e competenza».

Venuti ha realizzato il volume avvalendosi delle testimonianze dirette degli ex internati toscani ancora in vita e della documentazione ufficiale di molti archivi storici italiani. Il volume è edito dalla collana della Regione Toscana “Edizioni dell’Assemblea”.