Vernio

Un viaggio nella storia attraverso l’archivio dell’Opera Pia di San Niccolò

Contributo di agratialessandra

Ricostruita nella tesi di ricerca di Fabiano Falconi che sarà presentata sabato 16 aprile a palazzo comunale

Fabiano Falconi

VERNIO. “Un viaggio nelle viscere di una parte della storia verniotta”, così l’autore, Fabiano Falconi, definisce la tesi di ricerca che ricostruisce le vicende dell’Opera Pia di San Niccolò, custodite nell’archivio storico del Comune di Vernio.

Il lavoro, che sarà presentato sabato 16 aprile (alle 16) nella sala consiliare di Vernio dal sindaco Giovanni Morganti insieme all’autore, è diventato una pubblicazione, sostenuta dal Comune e finanziata generosamente dalla Compagnia dell’Aringa. La tesi di Falconi è stata seguita dai docenti Marcello Verga e Rolando Minuti.

“La comunità di Vernio non può che essere grata a Fabiano Falconi per la dedizione con la quale ha curato la ricerca e la pubblicazione, che gli ha consentito di eccellere in ambito universitario – La Compagnia dell’Aringa inoltre, sempre sensibile e attenta alla valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio, ha creduto nel valore dello studio sostenendone la pubblicazione.”

La storia completa dell’Opera Pia di San Niccolò di Bari di Vernio, fondata per volere testamentario del Conte Ridolfo dei Bardi, fa parte dell’Archivio Storico di Vernio e riguarda un lasso temporale molto ampio che va dal 1700 fino alla metà degli anni ’80 dello scorso secolo. Il lungo percorso parte dalle volontà testamentarie del Conte per seguire lo sviluppo dell’Opera Pia, le sue vicissitudini con luci e ombre e si conclude con l’inevitabile acquisizione dei beni da parte del Comune di Vernio.

“La mia è un ricerca certo non esaustiva, piuttosto un trampolino di lancio per altri studi futuri – spiega Falconi – Ma rappresenta il lavoro di un anno, tra il 2014 e il 2015, ed è in grado di svelare ai lettori molti aneddoti interessanti e tutt’altro che scontanti della storia di Vernio.”

Alla fine del Seicento il Conte Rodolfo dei Bardi lasciò in eredità il proprio patrimonio ad un gruppo di vassalli verniotti affinché lo amministrassero a fini caritatevoli e assistenziali. Come si può leggere negli Statuti della Compagnia lo scopo era “soccorrere con elemosine gli infermi, dotare fanciulle in occasione di matrimonio, mantenere un giovane agli studi in un seminario, collegio o università, sussidiare coloro che si dedicavano alla carriera ecclesiastica”. La Compagnia aveva sede nel cosiddetto “Casone”, accanto al quale fu eretto, sempre per volontà di Ridolfo, l’Oratorio dedicato appunto a San Niccolò. Dell’organismo potevano far parte solo i suoi vassalli, in tutto trentotto famiglie, e i loro discendenti maschi “fino alla fine del mondo”. In realtà, nel 1982 quel che rimase del patrimonio della Congregazione, scioltasi per impossibilità nella realizzazione degli scopi originari e per l’irrisoria consistenza delle proprietà, passò al Comune di Vernio, al quale oggi è affidata la conservazione, le gestione e la salvaguardia dell’importante archivio storico.

13 aprile 2016

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