Vaiano

Il Comune di Vaiano dice “no” a una fondazione intitolata all’assassino di Elisa Amato

Dal blog di fabriziaprota

L'ordine del giorno è stato votato all'unanimità dal consiglio comunale. "L'intitolazione è totalmente inopportuna" afferma il documento "Ferirebbe i sentimenti della famiglia, della città di Prato e della comunità vaianese"

La seduta del consiglio comunale di Vaiano dell'8 ottobre 2018

VAIANO. Il consiglio comunale di Vaiano, nella seduta di lunedì 8 ottobre, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che esprime la propria contrarietà verso l’intitolazione di una fondazione benefica a Federico Zini, il giovane di San Miniato che nel maggio scorso ha ucciso la 29enne pratese Elisa Amato, sua ex fidanzata, e poi si è tolto la vita. La proposta della fondazione è stata avanzata nei mesi scorsi dalla famiglia del ragazzo.

“L’intitolazione di una fondazione con il nome di una persona che si è macchiata di un crimine così efferato, tacendo su quanto la stessa vittima abbia subito nel tempo, è totalmente inopportuno” afferma l’ordine del giorno, proposto dalla consigliera Roberta Roberti per il gruppo consiliare di maggioranza Centro Sinistra per Vaiano e approvato da tutti i consiglieri, opposizione compresa. “La vittima era cittadina pratese, ma con legami di parentela presenti sul nostro territorio – continua il testo –. Con tale gesto verrebbero ulteriormente feriti i sentimenti della famiglia, della città di Prato e della comunità vaianese”. La richiesta, attraverso il documento, al sindaco e alla giunta comunale è quella di “continuare e rafforzare le misure di contrasto alla violenza di genere su tutto il territorio comunale, nonché di valutare ulteriori possibili azioni da intraprendere in futuro, in base alle competenze in materia, al fine di ostacolare ogni iniziativa che contenga messaggi ambigui rispetto alle politiche di contrasto alla violenza di genere e che contenga giustificazione o tentativi di riabilitazione per chi commette femminicidio”.

«Il consiglio comunale si è espresso in maniera univoca sull’argomento – commenta il sindaco Primo Bosi –. Per l’occasione abbiamo inoltre previsto degli interventi al di fuori del protocollo istituzionale, perché ci sembrava un tema importante su cui riflettere. Ci siamo promessi poi di preparaci bene per il 25 novembre (giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ndr), affinché sia un grande momento di riflessione».

Alla seduta del consiglio comunale, come anticipato dal sindaco, hanno infatti partecipato Gianna Mura del centro antiviolenza La Nara e Elena Langianni del gruppo “Io dico No”, realtà valbisentina per la lotta alla violenza di genere.

«Non è stato tenuto conto del dolore di una famiglia (quella di Elisa), che aveva bisogno di silenzio, e che in un momento in cui voleva solo piangere ha dovuto invece alzare la voce – ha detto Langianni riguardo alla proposta della fondazione –. I genitori di questo ragazzo sono sicuramente vittime anche loro, di una follia. Però se il peso era talmente forte da doverlo espiare con un’associazione perché intitolarla proprio a lui? Passerebbe un messaggio sbagliato, che trasforma il carnefice in vittima».

Il Comune di Vaiano aveva già collaborato, lo scorso agosto, ad una raccolta firme contro l’intitolazione della fondazione, riguardo alla quale Maurizio Zini, padre di Federico, ha precisato lo scorso settembre, tramite una nota, che non si tratterebbe di un ente contro la violenza sulle donne (come inizialmente riportato dai media) ma di un soggetto per l’aiuto dei minori colpiti da gravi patologie cliniche, oltre che per la prevenzione di fenomeni legati a degrado e violenze.