Poggio a Caiano

Sì da Roma per l’ampliamento di Peretola, Puggelli: “Risorse male investite, c’è in ballo la nostra vita”

Dal blog di giuliacatarzi

Ormai risaputo il parere contrario del sindaco poggese alla realizzazione dell'opera: "Quei 500 mila euro si sarebbero potuti investire per per migliorare la vita dei tanti pendolari-lavoratori che si spostano ogni giorno da e verso i centri urbani"

POGGIO A CAIANO. Il 6 febbraio arriva da Roma il Sì definitivo all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. Un Sì che non trova d’accordo, tra gli altri, il sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli, che scrive una lunga nota con le motivazione della sua opposizione a quest’opera. Opposizione espressa a gran voce e a più riprese, ma che dopo questa notizia è gridata ancor più forte dal primo cittadino mediceo. E infatti, insieme ai sindaci di Prato, Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio e Carmignano anche Puggelli ha firmato una lettera indirizzata al Ministro dei Trasporti nel giorno della Conferenza dei Servizi sull’argomento.

Nel documento i primi cittadini lamentano la totale assenza di “una seria valutazione dell’impatto in chiave strategica sul territorio e sulle comunità” e ricordano come la nuova pista “stravolgerebbe decenni di pianificazione urbanistica da tempo volta a ridurre il consumo di nuovo suolo in un’area delicatissima dal punto di vista dell’assetto idrogeologico e ambientale”.

“Il Comune di Poggio a Caiano – spiega Puggelli – non ha mai esitato nello schierarsi contro il nuovo masterplan per i motivi che ben conosciamo, in primis per l’impatto che questa opera avrà sul territorio e sulla qualità della vita di ciascuno di noi. In questi anni, con i sindaci della Piana, abbiamo manifestato più volte delle preoccupazioni e il ricorso che abbiamo presentato (sintomatico di uno scontro istituzionale senza precedenti e che nessuno avrebbe voluto) è ancora in sospeso. Eppure, nel 2016, lo stesso Tar si era espresso negativamente alla variante al Pit: cos’è cambiato da allora?”.

Secondo Puggelli è proprio questo il caso di dire che “non è tutto oro quel che luccica”. “L’ampliamento di Peretola – continua il sindaco – ha un costo di circa 500 milioni di euro, una spesa destinata a crescere negli anni per i costi di manutenzione inevitabili che dovranno essere sostenuti . E se davvero, come ha annunciato il Ministro Toninelli, saranno previsti dei sostanziali tagli da parte del Governo quelle risorse graveranno sulle nostre spalle ancora di più”.

“Un aeroporto internazionale a Firenze, avendo Pisa a meno di 100 chilometri di distanza, vale davvero questo investimento? – chiede quindi Puggelli – Vale davvero la pena stravolgere gli assetti urbanistici dei territori per ampliare lo scalo? Deviare il corso di un fiume (il Fosso Reale) e spostare un intero casello autostradale (avete presente lo svincolo di Firenze Nord?) è un prezzo equo da pagare? E a fronte di quali vantaggi per la comunità? I cittadini hanno bisogno di infrastrutture intelligenti ed efficienti, di valide alternative all’auto, di sistemi di mobilità leggera come piste ciclabili ben collegate le une con le altre”.

Secondo il sindaco di Poggio a Caiano non c’è ombra di dubbio, quelle risorse avrebbero potute essere utilizzate in ben altro modo: “Per migliorare i collegamenti con l’aeroporto di Pisa, ad esempio – tiene a dire Puggelli – ma soprattutto per avviare opere sul territorio che potrebbero davvero migliorare la vita dei tanti pendolari-lavoratori che si spostano ogni giorno da e verso i centri urbani: a voi non piacerebbe poter raggiungere facilmente Firenze anche da Poggio?
Se ipotizzare una metropolitana di superficie che consenta spostamenti più veloci nella Piana è forse sperare troppo, certo non lo sarebbe – per noi poggesi ad esempio – avere a disposizione servizi adeguati per raggiungere la futura estensione della tramvia fino a Campi Bisenzio e a Le Piagge”.

E se qualcuno obiettasse: “Sindaco ha presente l’indotto che porterà il nuovo aeroporto?” Puggelli non ha dubbi: “Risponderei chiedendogli di riflettere sul tempo che ciascuno di noi perde ogni giorno in auto per andare e tornare da lavoro, di moltiplicarlo per un anno lavorativo e di provare poi a calcolare il corrispettivo economico di tutte quelle ore perse. Ho 35 anni: anche io ho fatto parte della generazione Erasmus. Oggi faccio il medico e viaggio spesso in Europa e per il Mondo per lavoro e per svago. Pensate che non mi piacerebbe avere un aeroporto a poco più di 10 minuti da casa? Ma non tutto ciò che ci piacerebbe è fattibile, sostenibile e, pertanto, giusto. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta per lo sviluppo infrastrutturale della nostra Regione? Il campanilismo non c’entra niente, qui c’è in ballo la qualità della vita di tutti noi”.