Poggio a Caiano

CAS, botta e risposta tra maggioranza e opposizione poggesi

Dal blog di giuliacatarzi

Il sindaco Puggelli: "Nessuna zona d'ombra, sia fatta la massima chiarezza"

POGGIO A CAIANO. “Poggio a Caiano è una città aperta che tutela i diritti umani e per questo ha sempre posto tre condizioni fondamentali in merito all’accoglienza dei richiedenti asilo: rispetto delle regole, integrazione e una sostenibilità numerica e organizzativa che si è sempre tradotta in un numero contenuto di persone accolte. Tra tutti, il primo principio è di certo il più importante: il rispetto della legalità. Su questo non possiamo accettare nessuna zona d’ombra pertanto aspettiamo che sia fatta la massima chiarezza su quanto è successo nei CAS di Poggio”. Queste le parole del sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli.

“Ricordo a tutti, ma sopratutto alle forze di destra che in queste ore stanno speculando su questa vicenda giudiziaria, che attaccare un Comune o un Sindaco ha davvero poco senso: come ricordato dalla procura, i progetti di accoglienza dei richiedenti asilo fanno capo esclusivamente alla Prefettura – pertanto direttamente al Ministero degli Interni – che tramite appositi accordi e convenzioni con i gestori stabilisce regole, numero degli ospiti ed attività di controllo. I Comuni solitamente hanno un ruolo passivo, anche se a dirla tutta l’amministrazione poggese, che ha favorito progetti di integrazione nati dall’iniziativa diretta del mondo dell’associazionismo e del volontariato locale, è intervenuta diverse volte negli anni scorsi attraverso lettere formali a difesa dei cittadini poggesi che si lamentavano per problemi di convivenza. In tale corrispondenza è stato più volte chiesto all’Ufficio Territoriale del Governo di garantire il rispetto dei principi sopra citati. Per questo motivo, per quanto di competenza dell’amministrazione comunale, confermo la massima disponibilità e collaborazione alle attività di verifica in corso con la magistratura che sta lavorando per far chiarezza sulla vicenda”.

Vicenda sulla quale appunto sono subito intervenuti anche gli esponenti del Carroccio: “Apprendiamo la notizia delle indagini che vedono coinvolti alcuni centri di accoglienza, tra cui quelli gestiti da Astir a Poggio a Caiano e crediamo che quanto accaduto confermi – sostengono Patrizia Ovattoni e Diletta Bresci, rispettivamente segretaria provinciale di Lega Nord e capogruppo Lega–FDI in Consiglio comunale a Poggio a Caiano – che accogliere presunti profughi sia sempre più un business, alla faccia della pietà cristiana. Dalle indagini, infatti, risulta che solo una parte delle risorse destinata all’accoglienza fosse utilizzata per fornire servizi e che siano state evidenziate carenze nella fornitura dei pasti, nei servizi di lavanderia e in quelli di pulizia”. ​

A Ovattoni e Bresci si aggiungono anche gli altri consiglieri della minoranza poggese, Elena Chiti, Stefano Chiti e Valentina Lanzilotto: “E pensare – sottolineano – che qualcuno si ostina ancora ad affermare che non vi siano aspetti lucrativi dietro l’accoglienza degli immigrati, ma solamente la voglia di aiutare il prossimo”.

“Insomma – concludono segretaria provinciale e capogruppo poggese del Carroccio – speriamo di non sentire la solita tiritera pro-accoglienza che da parte della Sinistra ascoltiamo da troppo tempo”.