Poggio a Caiano

Crocifisso sì, crocifisso no: si infuoca il dibattito sulla proposta di Lega e FDI

Dal blog di giuliacatarzi

L’opposizione ha presentato una mozione per chiedere l’apposizione nella Sala consiliare.
Cecchi (Siamo Poggio): “La laicità è una conquista civile e sociale e non può essere assolutamente messa in discussione per meri calcoli di convenienza politica”

POGGIO A CAIANO. Dibattito acceso tra maggioranza e opposizione in merito alla mozione presentata dal gruppo Lega Nord – Fratelli d’Italia in occasione dell’ultima seduta del consiglio comunale, tenutasi lo scorso 27 novembre. Al centro della querelle la richiesta, da parte dell’opposizione, di apporre un crocifisso nella sala consiliare.

Partendo dal fatto che “la religione cristiana, così come i suoi simboli, fa innegabilmente parte della storia e della tradizione italiana ed europea – si legge nel documento – e che il crocifisso, presente nelle scuole ed anche in altri luoghi pubblici (come i tribunali e gli ospedali), sintetizza i valori e i principi sui cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale”, i consiglieri del Carroccio e FDI hanno espresso la volontà di apporre un crocifisso “quale simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza e tolleranza”.

“L’ordine del giorno firmato dall’opposizione per chiedere di esporre nella sala del consiglio comunale di Poggio il crocifisso – dice il capogruppo di “Siamo Poggio” Enrico Cecchi – è il simbolo di una politica che la Lega applica come un copia/incolla in tutti i comuni da nord a sud, una politica che anziché ragionare su ciò di cui i nostri concittadini hanno bisogno, si perde in questioni divisive e ideologiche che ricordano decisamente una politica poco pratica e davvero distante da ciò che i poggesi chiedono a chi amministra”.

Un attacco che non lascia spazio ad interpretazioni, ma che non si esaurisce con queste considerazioni. “Altra questione fondamentale è il fatto che si voglia usare un simbolo religioso in un contesto che è assolutamente la casa di tutti, credenti e non – continua Cecchi – nel salone consiliare di un Comune si deliberano i progetti che riguardano la comunità intera, senza distinzione. La laicità è una conquista civile e sociale e non può essere assolutamente messa in discussione per meri calcoli di convenienza politica. In tutto questo si ravvisa anche un filo di incoerenza: stupisce infatti che l’opposizione, nel suo ordine del giorno, parli del crocifisso come simbolo da esporre per richiamare il concetto di tolleranza. Il crocifisso rappresenta un credo intimo e chi osserva e segue i principi che rappresenta, difficilmente lascia spazio a messaggi di intolleranza e di divisione come quelli lanciati ormai ogni giorno dalla Lega a livello nazionale”.

Molto delusa dalla reazione della maggioranza la capogruppo dell’opposizione Diletta Bresci: “Non immaginavo che la nostra mozione destasse così tanto fastidio all’interno del Consiglio comunale – spiega l’esponente del Carroccio – ci hanno accusato di strumentalizzare quando in realtà la strumentalizzazione sembra sia arrivata da un’altra parte, visto e considerato che siamo stati più di mezz’ora a discutere su questa mozione e quasi tutti i consiglieri di maggioranza compreso il sindaco sono intervenuti per esprimere il loro disappunto. La scusa più lampante è stata quella riguardante il fatto che l’Italia è uno Stato laico essendo non più il cattolicesimo religione di Stato dall’85: io sono stata la prima a premettere la laicità dello Stato, tuttavia nel corso degli anni ci sono stati interventi illustri come quello del Consiglio di Stato e quello della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che hanno riconosciuto il crocifisso come simbolo non meramente religioso, ma come simbolo di un’antichissima tradizione fondata su valori democratici e umanitari delle civiltà occidentali. Detto questo sono fierissima di essermi fatta portatrice anche io di questa battaglia, che il mio partito, la Lega, manda avanti da anni. Mi aspettavo che venisse respinta, ma sicuramente non che un crocifisso in aula consiliare destasse così tanto fastidio”.