Montemurlo

Grande festa della Polizia Penitenziaria in piazza Castello alla Rocca

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Il Corpo di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale della Dogaia di Prato ha scelto il borgo della Rocca come scenario per l'annuale festa del Corpo. Il sindaco Lorenzini:« Un grande onore, Gli agenti di polizia penitenziaria svolgono un lavoro delicato e importantissimo e meritano attenzione e sostegno da parte delle istituzioni»

 

 

Quest’anno la Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale della Dogaia di Prato ha scelto il borgo della Rocca di Montemurlo per celebrare la festa di fondazione del Corpo. La cerimonia ufficiale, alla quale hanno preso parte i gonfaloni dei Comuni della Provincia e numerose autorità tra le quali il prefetto Rosalba Scialla, il questore di Prato, Alessio Cesareo e il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, si è svolta in piazza Castello. La pieve di San Giovanni Decollato ha fatto da quinta naturale alla celebrazione e un grande tricolore è stato fatto scendere dal campanile della chiesa. Il sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, si è detto «Onorato e orgoglioso della scelta della Polizia penitenziaria» e quindi nel suo discorso ufficiale di saluto, ha aggiunto:«Il ruolo della casa Circondariale e della Polizia Penitenziaria è estremamente importante e delicato. Credo che festeggiare oggi l’Annuale della Polizia Penitenziaria sia prima di tutto un’ importante occasione per sostenere con forza le necessità della Casa circondariale della Dogaia, che sorge a pochi passi da Montemurlo, e di tutto il personale che ci lavora con grande abnegazione. Il carcere non può essere considerato un luogo chiuso, avulso dal contesto sociale. Il carcere deve essere un luogo dove il detenuto inizia un nuovo cammino, non solo di espiazione della pena, ma di rinascita sociale nel rispetto delle regole di convivenza civile e democratica».

Nell’occasione della festa la comandante di reparto della Polizia Penitenziaria di Prato, Barbara D’Orefice, ha fornito anche alcuni dati relativi all’attività svolta nell’ultimo anno dal Corpo. La comandante in particolare ha sottolineando la preparazione e la flessibilità dei 230 agenti in servizio nel carcere pratese, che si trovano a rapportarsi con 622 detenuti che per il 45 % sono di origine straniera, quindi con lingue, culture e comportamenti diversi tra di loro. Nel corso dell’ultimo anno la casa circondariale di Prato e quella di Pistoia (che ricade sotto la giurisdizione della Dogaia) hanno effettuato 714 carcerazioni e 503 scarcerazioni. Gli agenti della Penitenziaria hanno svolto 547 prelievi del Dna e portato a termine tre arresti in flagranza di reato per spaccio di droga. Sono, invece, 500 i grammi di stupefacenti intercettati per prevenire l’introduzione nel carcere. Nel corso del 2017 si sono svolte 456 udienze in video conferenza, 1420 traduzioni di detenuti e 1492 piantonamenti. La comandate ha anche sottolineato l’attenzione della Polizia Penitenziaria verso la cura degli affetti familiari dei detenuti e ha ricordato come lo scorso anno siano stati fatti 13.113 colloqui e 20 mila controlli alle persone che per vari motivi sono entrate nel carcere. La Polizia Penitenziaria ha anche elevato 100 sanzioni al Codice della Strada. Barbara D’Orefice ha anche ricordato l’impegno della casa circondariale nell’attivazione di percorsi di reinserimento sociale attraverso la promozione dei percorsi di studio. Da settembre prossimo sarà pronta una cucina all’interno del carcere, che fa parte di un progetto di formazione professionale attivato dalla Caritas di Prato con l’istituto alberghiero Datini. Nel corso della cerimonia sono stati anche premiati gli agenti che nel corso dell’anno si sono distinti in servizio.

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