Montemurlo

Educazione stradale, al via ai corsi per anziani e migranti

Contributo di comunemontemurlo

La polizia municipale di Montemurlo ha portato a Venezia al Forum nazionale della polizia locale il progetto “La strada giusta” che a breve coinvolgerà anche gli anziani attraverso corsi e giochi, e i richiedenti asilo presenti sul territorio con momenti formativi nei Cas

Il progetto sull’educazione stradale “La strada giusta”, promosso da quasi vent’anni dalla polizia municipale del Comune di Montemurlo in tutte le scuole del territorio, amplia i suoi orizzonti e promuove corsi e momenti formativi rivolti agli anziani e ai richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza di Montemurlo, che saranno attivati entro la fine dell’anno. Un progetto che parte dal presupposto che la sicurezza stradale non può essere insegnata solo ai ragazzi delle scuole, ma deve diventare patrimonio comune di tutti i cittadini, soprattutto di quelli più fragili e dunque più esposti ai rischi. «Se consideriamo le statistiche a livello provinciale vediamo che gli ultra 65enni sono i meno coinvolti in incidenti, ma allo stesso tempo sono la fascia di età che riporta il tasso di mortalità maggiore- spiega l’ispettore Stefano Grossi della Polizia municipale di Montemurlo, che venerdì scorso ha partecipato al “Forum nazionale della Polizia locale ed educazione stradale” che si è svolto a Venezia- « ecco perché è così importante far capire loro i rischi della strada e i comportamenti più corretti da adottare per non incorrere in incidenti o sanzioni, ad esempio per quanto riguarda l’alcol alla guida. Un problema che coinvolge soprattutto la fascia di popolazione più adulta». L’esperienza portata avanti a Montemurlo è stata selezionata a livello nazionale (insieme a Civitavecchia e Mogliano Veneto) tra quelle più significative in tema di promozione dell’educazione alla sicurezza stradale ed è stata presentata proprio dall’ispettore Grossi in rappresentanza dell’ente. Grossi, inoltre, ha illustrato il progetto della peer education in tema di educazione stradale nelle scuole, che da alcuni anni vede gruppetti di studenti, adeguatamente formati dalla polizia municipale, trasmettere ai propri coetanei le buone regole da mettere in atto quando siamo sulla strada. Il progetto sull’educazione stradale per gli anziani e i migranti completa quindi questo quadro. Gli incontri sull’educazione stradale con gli anziani saranno promossi sul territorio nei luoghi di aggregazione frequentati da questa fascia di età – circoli, centri sociali, bocciofile ecc… – e, oltre a lezioni frontali, saranno organizzati momenti ludici e ricreativi con giochi di società, come ad esempio la tombola sui cartelli stradali. Gli incontri con i migranti, invece, saranno organizzati in collaborazione con le cooperative che gestiscono i centri di accoglienza sul territorio a cadenza periodica e hanno l’obbiettivo di far crescere la consapevolezza in queste persone che molte volte arrivano da zone rurali dell’Africa, ignari dunque dei pericoli che si nascondono sulle strade di una città europea. Spesso capita, infatti, di trovare giovani richiedenti asilo che girano in orare serali e notturne, in bicicletta senza faro o a piedi senza giubbini catarifrangenti, con il rischio di essere investiti. Solo lo scorso luglio a Montemurlo si sono verificati due incidenti- per fortuna senza gravi conseguenze- che hanno avuto come protagonisti migranti che in ore serali sono stati investiti perché non adeguatamente visibili. « Si tratta di un progetto di educazione stradale molto importante che ha l’obbiettivo di creare una rete sul territorio attraverso la quale far conoscere le regole dell’educazione stradale, ma anche il piano di protezione civile e quindi i comportamenti più corretti da mettere in atto, non solo quando siamo sulla strada ma anche in caso di emergenza o calamità naturale- spiega l’assessore alla polizia municipale Rossella De Masi- Gli incontri, sia con gli anziani che con i migranti sono una sorta di patto con il cittadino, per far capire che ognuno deve fare la propria parte quando si parla di educazione stradale o di protezione civile. Un circolo virtuoso che funziona solo se ciascuno fa la propria parte e rispetta le regole».

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