Montemurlo

Montemurlo e Prato “Legati da una cintola”, la tavola dello Stradano in restauro prima della mostra

Contributo di comunemontemurlo

Il sindaco Mauro Lorenzini stamani ha fatto visita al cantiere di restauro del quadro dello Stradano che a settembre sarà esposto nell'ambito della mostra a Palazzo Pretorio

Nella foto, il sindaco Lorenzini, Daniele Piacenti (restauratore, al centro con la maglia azzurra), Elio Lombardo, Cinzia Menichetti, Alessandro Franchi, Valerio Palandri (Borgo della Rocca) e Roberto Fossi, finanziatore del restauro della santa Croce di Montemurlo

Montemurlo e Prato sono legati simbolicamente da una cintola, quella che Giovanni Stradano, quasi cinquecento anni fa ha lasciato “in dote” ai montemurlesi. Il sindaco Mauro Lorenzini questa mattina si è recato alla pieve di San Giovanni Decollato alla Rocca, dove ha fatto visita al cantiere di restauro della pala d’altare “Madonna che cede la Cintola a San Tommaso e santi” del pittore fiammingo Jan Van der Straet, detto Giovanni Stradano. L’opera, uno dei gioielli artistici conservati nella pieve montemurlese, a fine agosto partirà alla volta di Palazzo Pretorio a Prato, dove sarà esposta nell’ambito della mostra “Legati da una cintola”, la cui inaugurazione è fissata per l’8 settembre, in occasione della festa della città. Nel periodo durante il quale la tavola rimarrà in mostra a Prato, al suo posto, nella pieve di San Giovanni, sarà sistemata una tela delle stesse dimensioni che riproduce l’originale dello Stradano. La pala d’altare eseguita nel 1590 per la Compagnia dell’Assunta su commissione della famiglia Pazzi, che a Montemurlo era proprietaria della Villa del Parugiano, dopo un’attenta analisi della Soprintendenza, su committenza del Comune di Prato, è stata restaurata da Daniele Piacenti, coadiuvato da Bianca Papi:« La tavola necessitava di un attento restauro poiché il colore presentava delle increspature dovute ad uno sbalzo climatico, subito nel corso dei lavori di sistemazione del tetto della pieve alcuni anni fa. – spiega Daniele Piacenti- Dunque, nonostante il quadro fosse già stato restaurato nel 1993, è stato necessario lavorare affinché il colore fosse fermato. Abbiamo poi provveduto a riguardare tutte le verniciature e le protezioni presenti sul retro della tavola. Durante queste settimane, inoltre, ho svolto un controllo climatico degli ambienti, affinché a palazzo Pretorio si possano ricreare le stesse condizioni micro-climatiche che esistono nella pieve, dove il quadro si trova dalla fine del Cinquecento» . Il dipinto è un olio su tavola delle dimensioni di 234 X 174 e fu realizzato da Giovanni Stradano all’apice della sua maturità professionale. L’aspetto straordinario dell’opera è rappresentato da una veduta del borgo della Rocca, così come si presentava nel 1590. Una sorta di “fotografia” ante litteram che in piccolo ricorda il paesaggio montemurlese, raffigurato qualche anno prima dallo stesso Stradano nella cappella di San Girolamo alla Villa del Parugiano, là dove la Santa Maria Maddalena de’ Pazzi ebbe le prime visioni mistiche. Nel quadro inoltre è raffigurata la Madonna Assunta in gloria con gli angeli, che porge la cintola a San Tommaso con i santi Giovanni Battista e Niccolò.
L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo, la leggenda vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele e da questi donata in punto di morte al proposto della pieve.« La presenza del quadro a Montemurlo testimonia la diffusione della devozione alla sacra Cintola oltre i confini della città di Prato e ci dice come la storia del nostro territorio sia legata da un filo comune- commenta il sindaco Lorenzini – Siamo molto felici che un’opera conservata a Montemurlo possa essere esposta nell’ambito di una mostra di rilevanza internazionale e già da ora invito tutti i montemurlesi a visitare quest’esposizione che racchiude tesori unici, alcuni dei quali conservati ai Musei Vaticani o al Metropolitan Museum di New York». Su incarico della Curia di Pistoia, le varie fasi del restauro sono state seguite dall’associazione “Borgo della Rocca”, in particolare da Elio Lombardo e Cinzia Menichetti:« La partecipazione alla mostra di Palazzo Pretorio per noi rappresenta una straordinaria occasione di valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico – dice Alessandro Franchi, presidente dell’associazione Borgo della Rocca – In concomitanza con la mostra pratese stiamo pensando di allestire un percorso di visita parallelo, che permetterà al visitatore di scoprire i “luoghi e le opere dello Stradano a Montemurlo”, dove visse e operò per diversi anni». Molta soddisfazione per quest’importante restauro è stata espressa anche dal parroco della Pieve di San Giovanni, Don Maurizio Andreini e dalla Curia di Pistoia.

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