Montemurlo

Niente serie D, Jolly Montemurlo rinuncia volontariamente al ripescaggio

Contributo di Emanuele Vattiata

Convocata un'assemblea per comunicare le decisioni della società che non presenterà domanda di riprscaggio; prima squadra composta da giovani con obiettivo salvezza, intanto vengono invocati aiuti al Comune e ad imprenditori interessati ad investire, ma con queste premesse appare difficile attirare possibili finanziatori. La società lamenta un sostanziale abbandono da parte di federazione e istituzioni.

L’assemblea convocata nella sera del 3 luglio, all’interno della sala convegni dell’Hotel Trendy di Oste, presieduta dall’amministratore Antonio Ciriello, accompagnato dal nuovo allenatore della classe 2001 Claudio Del Bianco e dai soci Paolo Calamai e Simone Mennini, aveva lo scopo d’informare riguardo la situazione attuale della società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, Jolly Montemurlo. All’interno della sala, riempita da addetti, simpatizzanti, tifosi e genitori è stato appreso che non verrà presentata la domanda di ripescaggio per mantenere la serie D, mentre l’intenzione della società è quella di fare un campionato di Eccellenza con i propri giovani tesserati. Simone Mennini, il più attivo nel tentativo di spiegare la situazione attuale della squadra tramite due rendicontazioni, una riguardante il torneo “Youth Cup” e l’altro il bilancio generale della stagione conclusa, sottolinea quanto il calcio dilettantistico sia una continua perdita.

“Le intenzioni della società sono quelle di riconsiderare la prima squadra e ripartire dalle basi, infatti vogliamo rivolgere la nostra maggiore attenzione al settore giovanile, puntando su allenatori validi che facciano crescere i nostri giovani e allo stesso tempo sviluppare le strutture in modo da poter dare un servizio sempre più efficiente” queste le parole di Simone Mennini, che  rispetto alle strutture, comunica che è stato raggiunto un accordo col Comune di Montemurlo per la realizzazione del campo di calcio a 7 e per la copertura del campo di calcio a 5.

Il ridimensionamento, manifestato dalla società, è inversamente proporzionale all’altisonante proclama della stagione antecedente di vincere la serie D per approdare alla Lega-Pro e infatti non tutti si mostrano persuasi, da questa completa inversione di rotta. Pino Murgia, ormai ex allenatore della prima squadra, ma comunque presente, non nasconde che questa riunione sarebbe stata più opportuna se convocata appena dopo la fine della stagione, ma soprattutto se sorretta da un progetto con precise intenzioni, sostenuta da un organigramma societario ben definito, composto da dirigenti competenti, oltre il coinvolgimento delle istituzioni e l’eventuale appoggio degli imprenditori locali.

L’intervento di Pino Murgia potrebbe sembrare un attacco all’entourage del Jolly Montemurlo, proprio come ci si potrebbe aspettare da un ex stizzito, ma in realtà taglia gli indugi sulle intenzioni di mostrare i numeri che condannano le squadre a una vita grama e denota come la situazione di difficoltà attraversata dalla società Jolly Montemurlo, andasse gestita diversamente, con minore rassegnazione, ma soprattutto con maggiore diplomazia. La conferma arriva anche delle parole del sopraggiunto Marco Colonna, responsabile della scuola calcio, che mette in risalto l’importanza della sua attività dissociandosi completamente dal destino della prima squadra. Un intervento infelice, specialmente per quei genitori che cercavano la conferma che i propri figli potessero contare su una società in grado di lanciarli in palcoscenico di livello come la quarta serie.

Intanto Luca Pacitto se ne sta in disparte, consapevole di essersi impegnato al meglio delle sue possibilità, ma le circostanze non hanno premiato il suo lavoro, anzi su di lui peserà, fino alla fine dell’anno, la squalifica rimediata per i disordini del dopo-partita del 9 aprile; continuerà a dare una mano al Jolly Montemurlo cercando di sostenere alcuni giocatori ancora in cerca di un team, infatti la prima squadra verrà completamente stravolta.

Infatti, la potenziale salvezza, probabilmente non sarebbe servita a molto, perché la serie D sarebbe stata troppo per questo Jolly Montemurlo e la rinuncia avrebbe fatto ancora più male, visto che le possibilità finanziarie non sarebbero state sufficienti a sostenerla. Per carità, è sicuramente legittimo riconoscere i propri limiti, specialmente in periodi di gravi ristrettezze come questo, dove i proventi e i bilanci sono spesso negativi, ma il messaggio che è filtrato alla fine è quello di riconoscersi già vinti ancor prima di scendere in campo e l’assenza di convinzione non aiuta, specialmente per chi crede nei principi fondamentali dello sport.

Emanuele Battista 4/VII/2017

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