Montemurlo

La falconeria nei cieli di Montemurlo

Contributo di Emanuele Vattiata

Per la prima volta l'intervento dei Falconieri del Granducato di Toscana per il Corteggio Storico di Montemurlo.

Il falconiere Fabio Bonciolini e un rapace.

Montemurlo. Il corteggio storico di quest’anno, previsto per domenica 25 giugno, sarà caratterizzato dalla presenza dei Falconieri del Granducato, associazione fondata dal segretario nazionale Fabio Bonciolini, che proporrà oltre allo stazionamento in un avamposto in piazza Amendola a Oste di Montemurlo dalle 15.00 alle 22.00, due interventi di dimostrazione di volo libero dei rapaci, uno alle 19.00 e uno alle 20.00 circa, dopodiché sfilerà per le vie accompagnato dai suoi predatori dell’aria. Un’inedita manifestazione, che la neo presidente Tiziana Giagnoni, ha deciso proporre per arricchire ulteriormente di valore storico il già ampio programma del Corteggio di Montemurlo coinvolgendo Fabio Bonciolini, dopo averlo visto all’opera alla festa dell’Unicorno di Vinci. Sono molti gli anni di esperienza del falconiere di Monsummano che fa della professionalità e della cura verso gli animali i suoi punti di orgoglio. La sua passione, nata in tenera età, è sempre stata un pallino per poi svilupparsi in una vera e propria professione, che ha permesso all’ormai ex-elettrotecnico, di lasciare un lavoro a tempo indeterminato per seguire la vocazione da sempre covata.

Fabio, puoi darci degli accenni sulla storia della Falconeria?

La falconeria è stata proclamata nel 2016 “Patrimonio Immateriale dell’Unesco” e fa parte, ormai da tempo, della cultura italiana, nonostante i primi reperti storici siano stati ritrovati in estremo oriente e risalgono a 4000 anni fa, in seguito con le colonizzazioni, l’arte della falconeria è stata perfezionata dagli arabi e solo successivamente introdotta in Europa.

Come si diventa Falconieri?

La falconeria è un’arte e non ci si può improvvisare falconieri, perché come ogni forma d’arte, la falconeria deve essere coltivata giorno per giorno, in più, deve esistere una certa predisposizione perché l’aspetto più importante è la relazione tra uomo e animale e la continua evoluzione di esso tramite un impegnativo lavoro di psicologia, che si evolve nella fiducia reciproca, per questo cerco di scongiurare coloro che invece hanno l’intenzione di farne solo uno sfizio momentaneo.  

Quanto lavoro ha un falconiere?

Da Aprile a Ottobre, quando comincia la stagione delle feste medievali o di particolari rievocazioni storiche, normalmente, ho tutti i week end prenotati e durante la settimana sono impegnato nell’addestramento/allevamento e nell’allontanamento volatili, che sono le tre parti sulle quali si basa la falconeria. Nei mesi più freddi, mi concentro nelle ultime due fasi solo perché ci sono pochi eventi e manifestazioni a cui partecipare.

Sei Segretario Nazionale, un ruolo di alto livello, quindi hai molti impegni anche con la burocrazia?

Si, soprattutto vorrei si capisse quanto sia importante questa professione, dunque la mia carica si è resa necessaria perché stiamo lavorando perché vengano stilate leggi chiare che definiscano in modo uniforme le norme di comportamento, ma soprattutto scoraggino, coloro che pensano di comprare un falco andando poi in piazza a fare spettacoli arrangiati; gli animali vanno curati e rispettati, ci vogliono qualifiche riconosciute, proprio come le hanno gli allevamenti autorizzati.

Cioè?

Gli allevamenti autorizzati dei professionisti sono controllati, hanno degli alti standard qualitativi e possono mettere in vendita solo animali di 3° generazione con il documento CITES: i rapaci da addestrare devono essere prelevati solo da questo stato preciso di cattività e solo coloro che hanno tali caratteristiche possono essere presi in addestramento.

C’è uno spettacolo che le è rimasto più impresso?

Chiamarlo spettacolo è un’inesattezza, definiamolo “dimostrazione di volo libero” e, se devo essere sincero, ho un buon ricordo per ognuna di quelle che ho fatto, ma se devo citarne una in particolare direi la dimostrazione fatta per Papa Francesco in Vaticano nell’aula Paolo VI a giugno 2016, è stato molto emozionante conoscere il Pontefice.

Certo essere convocati dal Santo Padre vorrà pur dire qualcosa.

Punto a questo, vorrei che la nostra arte denoti l’alta professionalità e l’intesa fra uomo e rapace: se fatta nel modo giusto è un bene per tutti.

Ci sono state richieste strane, qual è quella che ricorda di più?

Be’, richieste strane ce ne sono state molte, ma quella particolare che poi si è concretizzata è rimasta quella di Emanuele che voleva consegnare un messaggio alla sua fidanzata Alessandra tramite un gufo, perché entrambi erano fans di Harry Potter, quindi sono venuti qui da me e grazie al barbagianni Soren, il suo messaggio d’amore è arrivato a destinazione; tra l’altro poi si sono sposati e si sono fatti portare le fedi da Lord, un falco; è stata la prima volta anche per me, ma è stato molto suggestivo. Con i due ragazzi siamo tutt’ora amici.

La sua “scuderia” da quanti elementi è composta?

Circa 20, fra aquile, poiane, falchi, nibbi e gufi.

Sta lavorando a qualcosa in particolare?

Si, sto lavorando ad un programma che si chiama Kirko-terapia, cioè terapia del rapace ed è uno studio che sto conducendo in alcune scuole con i bambini disabili affetti da autismo ed effettivamente è stato riscontrato che il livello di attenzione dei ragazzi migliorava, così come l’umore. Abbiamo intenzione di approfondire perché è risultato decisamente positivo.

Dopo questa intervista è normale immaginare quanto sia suggestivo il volo di un rapace verso il suo falconiere o, adesso, potremmo perfino definirlo collega e amico. Nella notte della festa, il cielo di Montemurlo verrà solcato dalle evoluzioni della squadra dei Falconieri del Granducato, che da pari a pari mostreranno quanta intesa può instaurarsi fra uomo e animale. (E non sarà nemmeno troppo strano che qualcuno rimanga oltre lo spettacolo col naso all’insù, aspettando la famigerata lettera di ammissione a Hogwarts portata da un gufo).

Emanuele Vattiata 24/XI/2017

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