Montemurlo

Fratelli d’Italia vs The Star Spangled Banner

Contributo di Emanuele Vattiata

Amichevole internazionale fra Jolly Montemurlo e St. Thomas University (St. Paul, Minnesota), suonati gli inni nazionali prima della partita.

Le due squadre scese in campo nel primo tempo. Foto Parisi

Suona strano sentir pronunciare dalla tifoseria avversaria “oh my God!” dopo un’azione d’attacco sfumata, come suona strano udire le note degli inni nazionali Italiano e Statunitense all’interno dell’Ado Nelli di Oste. Tutti solennemente in piedi per accogliere questa inusuale, ma piacevole tradizione specialmente per un campo che ospita normalmente le partite della serie D e allora, anche se le tribune non sono gremite, poco importa, visto che la gara internazionale ha uno scopo culturale oltre che sportivo. La squadra di calcio dell’università di Saint Thomas, della città di Saint Paul, in Minnesota, è l’avversaria odierna del Jolly Montemurlo, che approfitta dell’iniziativa per schierare coloro che sono stati meno impiegati e provare di nuovo il 3-5-2 che ha regalato tre punti importanti nella scorsa partita contro il Ponsacco. La partita di oggi era inserita nel programma di viaggio per i giovani studenti fra i 24 e i 19 anni, che hanno aderito alla tournée nel Bel Paese. Oltre il Jolly Montemurlo, i giocatori della Saint Thomas, hanno giocato contro Mendrisio e Pontedera mentre visitavano Milano e Firenze; a Genova hanno assistito alla gara di serie A, Sampdoria – Juventus e per concludere la loro vacanza, tappa a Roma, con l’ultimo match previsto contro la Polisportiva Borghesiana, militante in prima categoria. Negli States, competono per la “MIAC” (Minnesota Intercollegiate Athletic Conference – Champions), fra Agosto e Novembre, perché i mesi invernali sono “very cold” come ci spiega il signor Edwards, accompagnatore e spettatore. La gara è stata positiva per entrambe le squadre e poco importa che il Jolly Montemurlo abbia vinto 4-0, perché l’inedita partitella del giovedì pomeriggio è stata oltre che un ottimo allenamento, un gradito motivo di ospitalità e confronto fra diversi modi di interpretare calcio o, solo per oggi, soccer, che pare sia lo sport crescente fra i giovanissimi degli Stati Uniti.

Le reti di Motti al 34’, con la formazione più sperimentale e poi nel secondo tempo, Bruzzi al 55’, Kacorri al 61’ e Zlourhi al minuto 87’ che si procura e trasforma il rigore per il 4 a 0 finale. Molto bene Omohonria, cursore esterno, Vitiello Moretti molto propositivo che si fa sentire coi compagni quando i triangoli non si chiudono a dovere e Olivieri, nello straordinario ruolo al centro della difesa a tre. Buone le trame e gli affondi fra una difesa più arcigna del previsto con tante occasioni non sfociate in rete, solo per imprecisione o per la prontezza dei portieri Aidan Hogan e Shane Marshall. Occasioni anche per gli ospiti, che impegnano Montenegro nel primo tempo con Finn Morgan O’Neill e Biagini subentrato nel secondo tempo, che si distende sulla conclusione di Anthony Kuplic liberato dallo sfuggente Mattew Wojda. Sempre Kuplic ha l’occasione più semplice da trasformare, con Biagini e la difesa tagliati fuori dall’assist rasoterra del buon William Kidd, ma il compagno manda, nell’incredulità anche dei suoi supporters, alto sopra la traversa. Buon ritmo e vivace agonismo, ma massima correttezza fra due squadre geograficamente e tecnicamente distanti.

Adesso arriva il Grosseto, ma mister Pino Murgia, non si fida e denota un certo risentimento per la situazione in cui versa la società maremmana, che sta letteralmente falsando il campionato di serie D. Per adesso l’incertezza della presenza del Grifone pare rientrata, perché sembra sia stato prenotato il ristorante per la trasferta. Già due le gare non disputate allo stadio Zecchini di Grosseto, chiuso dal Comune per inadempienze finanziarie e costretti ad allenarsi ai parchi pubblici per rimanere in allenamento e infine accolti quasi da rifugiati dalle squadre ospiti. Curioso che nel giro di tre giorni, lo stadio Nelli sia teatro di due facce opposte del calcio, dove da una parte una squadra universitaria dall’altra parte del mondo, organizzi un viaggio di dieci giorni con visite e partite di calcio in diverse parti d’Italia, mentre una squadra della medesima regione e relativamente vicina non sia certa di quante gara potrà ancora disputare.

Emanuele Vattiata 23/III/2017

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