Vernio, Vaiano, Montemurlo

Vernio e la politica del degrado

Contributo di francocastorina

Questo articolo non è del Tirreno ma pubblicato da Franco Castorina. 

Finita la fase estiva delle pizze, birre e merende, a Vernio la politica torna a braccetto con l’incapacità di amministrare un comune di circa 6mila abitanti.

Il degrado investe il territorio di Vernio, da Le Confina a S. Quirico, come riflesso di questa incapacità. Di seguito alcuni esempi a portata di tutti.

Piazze, aiuole e parchi invase dalle erbacce. Alvei dimenticati dalla manutenzione e perciò invasi da tronchi ed arbusti la cui speranza di rimozione è rimessa alle prossime piene.

La strada principale sprovvista di linea di mezzeria segnalata; Praticamente si guida su una lunga mulattiera a senso unico alternato. Gli attraversamenti pedonali sono ormai invisibili mentre le “rotonde” si presentano semidistrutte e ridotte a semplici “archi” e “corde” .

Nella frazione di Terrigoli la politica del degrado si manifesta ampiamente nella filosofia del “lasciar perdere” che rimpalla le responsabilità dell’assenza di marciapiedi e di attraversamenti pedonali sicuri tra Provincia, Regione e Anas.

Laddove termina Mercatale ed inizia San Quirico è evidente la presenza di un’affossamento in curva che presto tornerà ad essere la buca pericolosa di un anno prima.

La lunga staccionata in legno lungo il marciapiede ed a protezione dal torrente necessita, in tutta la sua lunghezza di circa un km, di interventi di manutenzione.

Piuttosto di mettere al centro l’agricoltura, il turismo montano, lo sviluppo delle energie rinnovabili a servizio della comunità, l’acqua pubblica, la scuola, i servizi sanitari e la famiglia, la politica del degrado pone al centro degli interessi  del paese la leggerezza sbrigativa e supercazzole. Tante, troppe.

In fondo, quale valore hanno queste segnalazioni rispetto alla speranza di avere presto un presidio sanitario di nuova realizzazione, che regalerà a tutti i cittadini una bellisima muraglia di cemento armato alta poco meno di 10 metri?

Almeno fosse venuta in mente la realizzazione di un piccolo ospedale per i fabbisogni della Val di Bisenzio. Ma questa sarebbe stata fantascienza e non degrado politico. Tutt’altra storia!

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