Montemurlo

La piccola Divina Commedia di Dante Nesi

Contributo di Emanuele Vattiata

Dante ricorda la sua vita passata da molte "selve oscure" e veri e propri "gironi Danteschi" fatti di malattie, guerra e miseria transitando per il purgatorio dal lavoro nei campi all'industria, fino a raggiungere la gioia con l'Amore per Livenza, la famiglia e la musica.

Arriva con un bel vestito elegante, accompagnato dai figli Mario e Marco e ad attenderlo in piazza Don Milani ci sono i nipoti Sandro, Valentina e Lorenzo, oltre ad altri parenti, agli amici, ai musicisti del circolo Giuseppe Verdi, alcuni componenti dell’Arma dei Carabinieri; arriva anche l’adorata moglie Livenza e si sistema in prima fila, il posto che le spetta; qualcuno delle autorità arriva tardi, ma poco importa perché la presentazione del libro di Dante Nesi è un grande successo ancora prima che cominci. Il centro giovani è colmo di persone accorse per seguire il resoconto delle “fatiche” di Dante, che all’età di novantatré anni, ha trovato il tempo di scrivere un libro di ricordi, a testimonianza di quanto una vita come la sua vada ben oltre le quelle di Ercole…

Un libro nato per scherzo, come afferma lo stesso autore, che con tono discreto racconta come sia partito: “Io non volevo mica scrivere per mostrarlo, ma solo dire come si facevano le cose allora e come si viveva, ma a questi ragazzi è piaciuto tanto come lo raccontavo, così mi hanno regalato un libro con le pagine vuote da scrivere e da li, piano piano ho cominciato…” C’è un sorriso per tutte le persone che sono venute a incontrarlo e lui forse non si rende conto di quanti cuori abbia smosso con la semplicità delle sue azioni.

Una presentazione davvero ben organizzata, condotta dal giovane Lorenzo Nesi e aperta dall’Assessore alla Cultura Giuseppe Forastiero. Successivamente il professor Ilvo Santoni tramite la lettura della prefazione, sottolinea con molto entusiasmo, l’importanza di opere come questa, che vanno ad arricchire la sezione della storia locale di Montemurlo. Agli interventi, si sono alternati il brano di Mozart eseguito dalle professoresse Liana Lascialfari (flauto traverso) e Cinzia Pagli (Clarinetto); l’intervento del Presidente della Banda Musicale Colzi Marco, che ha ribadito l’inossidabile passione di Dante per la musica e per il circolo Giuseppe Verdi; l’intervento del Vice Presidente dell’associazione Carabinieri Schillaci Antonio sull’attaccamento alla divisa, ma il momento più toccante è arrivato con le letture di due brani, uno sulla malattia contratta durante la guerra e uno entusiasmante sul grande Amore, eseguite dalla nipote Valentina e “musicate” da Fabrizio Ganugi che hanno letteralmente commosso per esposizione e profondità. Infine, il doppio omaggio di Ganugi per Dante: una canzone composta e interpretata alla chitarra e una strofa decantata in “ottava rima” con l’ultimo endecasillabo che chiude con “Dante di Montemurlo Ulisse”. Dante Nesi raccoglie i meritati applausi del pubblico che si alza in piedi in segno di pieno apprezzamento, che non è dovuto solo per amicizia o per grado di parentela, ma anche da semplici concittadini per l’umanità e la sensibilità mostrate sempre e comunque, cardini del suo stile di vita.

Difficile non rimanere rapiti dal fascino di uomo, che ha avuto ragione di una guerra lunga e straziante, che ha convinto il suo Angelo Custode a dargli ancora una possibilità, che ha vinto una medaglia al valore militare, che ha fatto divertire grazie alla sua musica, che ha guidato (e guida tutt’ora) il suo “bolide” la 124 Sport e che conquista senza chiedere e senza rumore, con la semplicità di uno sguardo e un sorriso.

Il libro, redatto dalla casa editrice Nuove Esperienze, si può trovare anche su siti conosciuti come IBS o Amazon, ma le copie stampate sono state finanziate dalla famiglia Nesi; dopo la presentazione ognuno dei presenti è andato a farsi autografare il proprio volume dall’autore e come uno scrittore consumato, Dante ha chiosato la prima pagina con un’affettuosa dedica e una firma riccioluta, nell’incerta e deliziosa calligrafia che pare sospesa nel tempo.

Emanuele Vattiata 17/V/2015

 

 

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