Carmignano

A 29 anni esce il primo libro di poesie di Miriam “Ritratti di emozioni” Attucci editore

Contributo di Monica Attucci

"Ritratti di emozioni" presentazione del volume di Miriam Cinotti alla Biblioteca Roncioniana - Prato
23 novembre 2019

L’appuntamento è per sabato 23 novembre alle ore 16,30  a Prato. Con l’autrice saranno presenti gli editori Monica e Alessandro Attucci, il direttore della Biblioteca Roncioniana don Marco Pratesi, la prof.ssa Teresa Paladin e la giornalista Maddalena Ciambellotti. Parteciperà con alcuni interventi il violinista Alan Freiles Magnatta, conosciuto anche come direttore d’orchestra, esibitosi in diversi teatri di stato in Russia, Repubblica Ceca , e in Italia presso il Festival Pucciniano, autore di una tesi sul maestro Pratese Luciano Bettarini ed ex maestro di cappella del Duomo di Prato. È presidente dell’associazione Ami Mozart  Firenze e della Fondazione pratese “Nuove Assonanze” la cui orchestra ha inciso CD e DVD con alcune prime esecuzioni assolute  internazionali.
Il titolo del libro è un annuncio appropriato delle pagine che precede. Si susseguono infatti in queste sentori di un giovane animo mentre si raccoglie nel guardare luoghi, persone, la propria vita; nel presente e nella memoria; con il sentimento di ciò che sarà. È un libro lirico. Non il lirismo filosofico dei componimenti di Leopardi e d’altro Ottocento né quello esistenzialistico dal pensiero tristemente scarnificato di tanto Novecento. Non è quello tardo-medievale pre-petrarchesco in cui era un’altra filosofia, a volte schermo delle emozioni dei poeti né quello di Petrarca, con le lacerazioni che ci narra del suo spirito irrisolto è di coloro che anche tanto tempo dopo ne sentirono la lezione (si pensi a Shakespeare). Il lirismo di Miriam lo avverto più da accostare a versi antichi. In cui sentimenti di giovani poeti erano tenuti in un grumo intenso di vita. Le frasi del libro sono soprattutto un narrare e un descrivere; senza fermare in incisi che ne diano conto oggettivo il dire del suo io. Sono lacerti della storia di un’anima; a rapide pennellate è affidato lo spiegare la genesi delle emozioni. Nella terminologia tecnica della critica letteraria, è linguaggio paratattico. Solo compare, raro, l’interloquire con elementi della realtà esterna che però ci sono resi anch’essi dal didentro, passati dalla sua sensibilità, dalla disposizione all’emozione. Perché se il paesaggio toscano è commuovente, anzi il più commuovente del mondo disse un grande, lo è per certe anime; per altri è solo bello, per quanto molto bello. Echi nel libro si avvertono di Leopardi, di D’Annunzio dell’andamento prosastico, dalle tante riprese novecentesche, di molti versi pascoliani, della franta sintassi in minuscoli versi del più celebre Ungaretti. Ma questo materiale ha una rielaborazione già propria della giovane poetessa. Nei suoi versi ci dice di una vita ancora breve, che però sente ormai le sue stagioni, che ha il suo sentimento dei luoghi e del tempo. Che c’è un profondo dell’io che governa la memoria, selettivo anche al presente e al futuro. Con lo stupore per piccole cose e la commozione nelle emozioni che dà il tempo quando ci si volge. E ha il bisogno del poeta di dircelo. Quello particolare dei lirici. Io credo che diverse poesie di questo libro mostrano il profilo già interessante della giovane scrittrice.

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