Carmignano

Cento candeline per nonna Luisa

Dal blog di walterfortini

L’anziana festeggiata a Seano da tutto il vicinato

Cento candeline per nonna Luisa, assieme alle figlie, due nipoti e un bisnipote

CARMIGNANO. Cento anni tra Tizzana e Seano. Una vita passata al Ficarello in via Statale, da quando a 21 anni si è sposata. E ieri, domenica, la festa, con tutto il vicinato che per organizzarla si è speso come se Luisa fosse (e del resto un po’ lo è) una di famiglia.

Seano ha una nuova centenaria: Luisa per l’appunto, Luisa Paolini all’anagrafe. “I vicini sono stati davvero meravigliosi” racconta Deanna Ganucci, una delle figlie; l’altra è Roberta. Con lei ci sono i nipoti – Francesca, Chiara, Francesco, Cristiano – e i bisnipoti – Brando, Lapo, Pietro, Ilian – ma anche tanti amici e conoscenti. Il vero compleanno c’è stato qualche giorno fa, il 21 gennaio. A trovarla è venuto il sindaco Edoardo Prestanti e il vice Federico Migaldi. Sono tornati. Oggi gli invitati sono stati però molti di più.

“La nonna – racconta una delle nipoti – è sempre stata umile, ma combattente. Caparbia”. Cento anni ed ancora dice come si deve stare a tavola ed apparecchiare. Arzilla, un po’ meno di qualche anno fa ma ancora animata da grande spirito.

Da parecchi anni Luisa oramai è vedova. “Nella vita – raccontano le figlie – è stata anche sfortunata. Ma la salute non le è certo mancata: mai prese medicine e mai una malattia o un male serio”. Una corazza. Prima di sposarsi abitava a Tizzana, il borgo che allora faceva comune per conto suo ed ora è parte di Quarrata. Da Seano il campanile di Tizzana in cima alla collina si vede ancora, nonostante le abitazioni cresciute dove un tempo c’erano solo campi. Una volta sposata si è trasferita alla Casa Rossa in via Statale, nella corte dei Ganucci: un cognome, quello della famiglia del marito, che è diventato come spesso un tempo accadeva anche un toponimo. La casa negli anni è cambiata, buttata giù e ricostruita, più ampia e grande; ma da lì Luisa non si è più spostata.

Quando è nata, il 21 gennaio 1919, la prima guerra mondiale era finita da poco più di due mesi e nel campionato di calcio italiano che sarebbe ripreso dopo l’estate l’Inter, nella finalissima, ebbe la meglio su un incredibile Livorno. Non aveva ancora quattro anni Luisa quando, nel 1922, Mussolini guidò i fascisti nella Marcia su Roma per poi diventare presidente del consiglio. Quando finì la seconda guerra mondiale di anni ne aveva ventisei e già era sposata da cinque.

Seano era ben diverso da oggi: molto più paese, ancor più immerso nella campagna. Si lavavano i panni al fiume, come da molte altre parti. Luisa lo faceva nel fosso Collecchio che passa appena dietro casa e d’inverno a volte doveva rompere il ghiaccio che si formava sopra, per farlo. Per parecchi anni ha lavorato a tagliare e cucire maglie: assieme al lavoro ai telai una delle occupazione più diffuse nel paese. Di maglie ne ha cucite a migliaia e migliaia.

Per la festa amiche e vicine hanno voluto ricordare e ripercorre la vita di Luisa con una lettera e lei, lì, ad ascoltare e viaggiare con la mente. Una vera cavalcata attraverso due secoli. “Ed arrivarci così a questa età è davvero bello e invidiabile” sorride la figlia.