Carmignano

Concorso di oli bio, vince il Montalbano empolese

Dal blog di walterfortini

Tre aziende rispettivamente di Cerreto Guidi, Lamporecchio e Vinci si piazzano sul podio nella competizione di Carmignano organizzata dalla Pro Loco. Dodici le aziende in gara: il giudizio affidato ad una giuria popolare

I piatti ricordo dei primi tre classificati, creati per l'occasione

CARMIGNANO. Ha vinto l’olio extravergine di oliva dell’altro versante del Montalbano, quello che guarda Empoli: primo il “Podere Fornace Prima” di Cerreto Guidi, seconda l’azienda agricola di Stefano Spinelli di Lamporecchio e terzo “Lux Olio Synergy” di Vinci. I carmignanesi, quattro i partecipanti, si sono piazzati subito a ridosso, anche se il resto della classifica non è stata resa nota.

E’ finito così il concorso “Per un olio sincero” organizzato lo scorso fine settimana dalla Pro Loco di Carmignano. Ma al di là del podio ha vinto soprattutto la cultura del biologico: biologici erano infatti gli oli in gara. Ed ha vinto la voglia di crescere in consapevolezza dei consumatori, almeno a giudicare dai dettagli di alcuni dei giudizi espressi, dalla pazienza prestata nelle degustazioni e dalla presenza di una sessantina almeno di persone, che in una giornata un po’ fredda e uggiosa (ed oramai fuori dai giorni della fiera) non sono poche, venute sabato a Carmignano per scoprire le sensazioni di amaro, fruttato e piccante che gli oli in gara avrebbero suscitato sul proprio palato.

In dodici si erano iscritti al concorso. Otto diversi comuni e tre province: Carmignano, Prato e Vaiano, Calenzano, Quarrata, Cerreto Guidi. Lamporecchio e Vinci. “La particolarità stava nel giudizio affidato ad una giuria popolare, composta da chiunque si fosse affacciato nel pomeriggio nella sala consiliare” spiega Ugo Damerini, agronomo e fine conoscitore degli oli di tutta la provincia ed anche oltre, tecnico scelto dall’associazione per l’iniziativa. Una scheda per ogni olio assaggiato, trecento voti espressi e la media calcolata in base alle degustazioni.

“Siamo soddisfatti dell’iniziativa – sottolineano il presidente della Pro Loco Carlo Attucci e il tesoriere Gabriele Bellini, che domenica con gli assessori Migaldi e Spinelli ha premiato i primi tre classificato – Questo territorio da alcuni anni sta investendo molto su biologico e sostenibilità. Siamo impegnati con altre associazioni e con l’amministrazione comunale in questo progetto. Il biologico non è solo una scelta aziendale, è una cultura. E iniziative come questa possono aiutare a far crescere sia i produttori sia i consumatori”.

Il concorso è stato naturalmente una degustazione alla cieca: dei tre campioni che ogni produttore doveva presentare, due bottiglie anonime identificate da un codice sono state ricoperte di carta stagnola prima di finire in tavola ed essere a quel punto rinumerate, la terza – quella con l’etichetta per attestare la regolarità della certificazione bio – era già stata messa da parte prima. Impossibile quindi risalire all’azienda: neppure per i tecnici che erano ai tavoli per rispondere a dubbi e domande dei ‘giudici popolari’.

E’ stata una gara vera, con punteggi da uno a cinque, valutazioni specifiche su amaro, fruttato e piccante e annotazioni di eventuali difetti. Dei circa sessanta giudici popolari, molti erano giovani poco più che ventenni ed altrettanti anziani. Uomini e donne quasi in egual misura. Curiosi, seduti davanti a lunghi tavoli in rigoroso silenzio nella sala consiliare del palazzo comunale, quattro bicchieri e un piattino davanti a loro. “Ma al di là del podio – racconta Damerini – tutti gli oli si sono dimostrati davvero ottimi”. E alla fine, forse anche per questo, a tutti è stato dato un riconoscimento.