Carmignano

Un successo la prima edizione di “Ognissanti suona il jazz”. Ora si pensa al 2019

Dal blog di walterfortini

Le tre serate, ad ingresso gratuito, hanno registrato il tutto esaurito

Un momento dell'esibizione della Rainbow Jazz Orchestra

CARMIGNANO. Grande successo per “Ognissanti suona il jazz”, la rassegna dedicata nella sua prima edizione ad un jazzista che ha segnato il Novecento con la sua musica, il grande sassofonista e compositore statunitense John Coltrane. Promossa dagli assessorati alla cultura dei Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, in collaborazione con l’associazione culturale Il Circolo delle Quinte e con l’aiuto del consigliere comunale di maggioranza di Carmignano Vincenzo Soricillo, la tre giorni si è conclusa in maniera strepitosa. E già si pensa alla seconda edizione.

Due serate all’insegna della musica di qualità con ospiti internazionali, un incontro storico culturale con un noto musicologo di caratura nazionale, tre location d’eccezione ed ingresso gratuito, per un vero e proprio viaggio alla scoperta del Coltrane ‘ritrovato’, quello delle incisioni degli anni Sessanta che si erano perse, nessuno aveva mai ascoltato ma che nei mesi scorsi sono state rintracciate (e poi pubblicate) dagli eredi.

“E’ stata superata ogni aspettativa: una scommessa vinta – commenta l’assessore alla cultura del Comune di Carmignano Stella Spinelli -. La musica, anche in questo caso , si è rivelato un prezioso strumento di crescita culturale e un mezzo di aggregazione. Ha funzionato benissimo anche la commistione tra le due amministrazioni, i privati e le associazioni, ed entusiasta è stata la risposta del pubblico”. “La prima edizione di Ognissanti suona il Jazz ha davvero raccolto tutto il successo sperato – aggiunge Giacomo Mari, assessore alla Cultura del Comune di Poggio a Caiano -. Sono certo che lavoreremo per replicare l’appuntamento anche il prossimo anno. Un ringraziamento a Gianni Rosati e Vincenzo Soricillo per la curatela di questa edizione”

La tre serate, all’insegna della musica di qualità, hanno attirato un pubblico variegato: giovani e anziani, appassionati di jazz e non. Tre serate da tutto esaurito. Il 31 ottobre a Poggio a Caiano in più di centocinquanta hanno affollato la sala delle Scuderie Medicee per ascoltare Nico Gori al sax e claeinetto, Franco Santarnecchi alle tastiere e Piero Borri alle batterie: tre grandi jazzisti toscani che, partendo da “The Lost Album” di Coltrane, l’album del 1963 ritrovato e pubblicato postumo soltanto quest’anno, hanno stupito e rapito il pubblico accompagnandolo in un entusiasmante ed originale percorso sonoro.

Mercoledì 31 ottobre in più di 150 hanno affollato la sala delle Scuderie Medicee per ascoltare il trio composto da Nico Gori al sax e al clarinetto, Franco Santarnecchi alle tastiere e Piero Borri alle batterie: tre grandi jazzisti toscani che, partendo da “The Lost Album” di Coltrane, l’album del 1963 ritrovato e pubblicato postumo soltanto quest’anno, hanno stupito e rapito il pubblico accompagnandolo in un entusiasmante ed originale percorso sonoro.

Più di cinquanta persone hanno partecipato sabato 3 novembre alla conferenza del musicologo Stefano Zenni sulle migrazioni tra Mediteranneo e Atlantico alle origini del jazz allo Spazio d’Arte Alberto Moretti di Carmignano, completamente ristrutturato e riaperto per l’occasione. Ieri, domenica 4 novembre, il gran finale nella suggestiva cornice della villa medicea di Artimino, patrimonio Unesco, con l’esibizione della Rainbow Jazz Orchestra diretta da Duccio Bertini, uno dei migliori ensemble dell’area metropolitana con l’esibizione, come ospite d’onore, del sassofonista afro americano Jesse Davis. In centosessanta erano a sedere nel salone degli Armigeri, ma molti altri purtroppo non sono riusciti ad entrare visto che i posti erano già esauriti da almeno tre giorni.

“Un’edizione strepitosa che speriamo sia il preludio di una lunga serie” conclude Gianni Rosati, presidente dell’associazione Circolo delle Quinte . Ne approfitta per ringraziare in modo speciale, tra gli altri, la villa di Artimino che ha ospitato l’ultima sera, la fotografa Valentina Bellini e i tanti volontari dell’associazione che hanno messo il proprio tempo e le proprie energie al servizio della buona riuscita delle tre serate. Vincenzo Soricillo intanto già pensa al 2019, con idee per almeno le prossime due edizioni.