Carmignano

La piazza si riempie di fichi secchi

Dal blog di walterfortini

Domenica 21 ottobre Carmignano onora uno dei suoi prodotti tipici

Fichi secchi stesi al sole

CARMIGNANO. Ad autunno il Montalbano fa festa ai fichi secchi, quelli raccolti in estate e a settembre stesi di giorno al sole su stuoie di canne e la notte riparati in stanze rischiarate da una fiammella di zolfo.

Domenica 21 ottobre torna infatti “Benvenuto Fico Secco”, che con i suoi banchi animerà la centralissima piazza Vittorio Emanuele II di Carmignano e, in caso di pioggia o maltempo, le ex Cantine Niccolini che si affacciano sull’adiacente piazza Matteotti. La festa e rassegna gastronomica, organizzata dagli agricoltori in collaborazione con la Pro Loco e con il patrocinio del Comune, è l’evento che dà il via alla vendita del pregiato frutto, sì di nicchia ma tra i prodotti più tipici del territorio. I fichi secchi di Carmignano sono infatti diversi dagli altri: per la morbidezza, per quel modo particolare anche di ‘appicciare’ assieme, ovvero accoppiare tra loro, le due metà di altrettanti fichi tagliati dal picciolo fin quasi alla base. Stesi ad essiccare in questo modo. Ottimi assieme ad un bicchiere di vinsanto – di Carmignano, s’intende – e con le noci, ma anche con il lardo di Colonnata, la mortadella di Prato o una ricottina di latte crudo della vicina montagna pistoiese.

Dal 2001 sono presidio slow food; il principe Carlo d’Inghilterra l’ha scoperti, casualmente, al Salone del gusto di Torino del 2004 e da allora, per molti anni almeno, Buckingham Palace ne ordina dopo ogni raccolto un certo quantitativo. A Carmignano, nel giardino di olivi della Rocca, ovvero quel che resta dell’antico castello medievale che domina dall’alto il borgo, c’è pure, dal 2012, un piccolissimo ficheto: un giardino botanico realizzato dal Lions Club Comuni Medicei, con due piante per ogni varietà e un qr code da puntare che, puntato con un telefonino che naviga su internet, rimanda ad una pubblicazione di qualche anno fa con tante curiosità su questo prodotto. Sul fico, fresco in questo caso, c’è addirittura una sagra ogni anno a settembre nella vicina Bacchereto. Carmignano, insomma, terra di fichi. “Un simbolo per il nostro territorio – sottolinea il sindaco Prestanti -, inserito non a caso dalla Regione tra i 455 prodotti da tutelare”. Li mangiavano i contadini e gli scalpellini nelle pause di lavoro. Ne parla il noto mercante di Prato Francesco Datini. Filippo Mazzei li portò nel Settecento in America, assieme al vino.

Le piante un tempo ornavano i poderi, poi nel dopoguerra sono quasi scomparse. Da venti anni a questa parte sono state recuperate. Rimane in ogni caso un prodotto di nicchia: una quindicina di aziende e altrettanti quintali mediamente confezionati ogni anno, una ventina di euro il prezzo al chilo. Per il 2012 le prime stime parlano di una dozzina di quintali: meno della media storica ma più dell’anno scorso. “Se da un lato l’estate che ci siamo appena lasciati alle spalle è stata più clemente di quella del 2017, che fu segnata da una siccità spaventosa – spiega sl sito della Pro Loco Siro Petracchi, presidente del consorzio di produttori –, dall’altro è purtroppo continuata l’invasione del parassita che da alcuni anni a questa parte sta devastando le piantagioni del territorio, e per contrastare il quale non è ancora stata trovata una soluzione efficace”. Una vera piaga. L’allarme sul killer ‘alieno’, un coleottero, fu lanciato nel 2015: servono studi per mettere a punto strategie capace di contrastarne l’invasione e qualche istituto universitario ha manifestato interesse, ma mancano adeguati finanziamenti per una ricerca che possa essere risolutiva.

L’appuntamento in piazza è dalle 9 alle 19. L’ingresso è gratuito. Assieme ai fichi secchi si potranno assaggiare e acquistare molti altri prodotti tipici realizzati dalle aziende agricole del territorio, come marmellate, miele, vino naturalmente, olio nuovo appena uscito dal frantoio. Ci sarà anche uno stand del Biodistretto del Montalbano.