Carmignano

L’Attucci Editrice ristampa “Lupo Alpha”

Dal blog di walterfortini

La storia del romanziere-detenuto, in gran parte autobiografica, ha raccolto consensi tra i lettori. Martedì 16 ottobre una nuova presentazione al "Gradisca" di Prato

Un momento di una passata presentazione del libro

PRATO. La piccola casa editrice Attucci di Carmignano festeggia la prima ristampa di “Lupo Alpha”, la storia del romanziere-detenuto Alfonso Figini, liberamente ispirata alla sua vita e in buona parte un’autobiografia con date e nomi camuffati, scritta a quattro mani con il professore universitario di chimica Paolo Dapporto. Il romanzo è stato pubblicato nell’estate di due anni fa, nel 2016. Ed evidentemente è andato benissimo, tant’è che proseguono le presentazioni. Il 10 settembre ce n’è stata una a Calenzano, in una festa in piazza. Il prossimo appuntamento, per un aperitivo letterario, sarà domani, martedì 16 ottobre, alle 18.30 al bar ristorante Gradisca in via Settesoldi 30 a Prato. Lì il libro era già stato presentato due anni fa, appena uscito.Saranno presenti gli autori, Chiara Recchia per l’associazione “Il Castello” che li intervisterà e l’editore Alessandro Attucci.

Un lupo alpha è il capobranco. “Al processo il pubblico ministero mi chiamava così” racconta Figini. Nel libro c’è un pezzo della sua vita e dei suoi errori, anche se quella raccontata non è del tutto la sua vita. «Sono stato accusato di concorso morale in due omicidi e spaccio di droga, ma non ho ammazzato nessuno» precisa ogni volta. La sua è stata comunque una vita spericolata, fuori dalla legge: «Tutto cominciò a metà degli anni Ottanta – ricorda oggi a sessanta anni – , avevo la passione per la moto ed ero sempre senza soldi. Come i miei amici. Ci mettemmo insieme. Loro facevano impianti di allarme in centri commerciali e negozi che poi andavamo a svaligiare». Figini aveva un negozio di moto. Poi andò in vacanza per qualche mese in Perù. “E lì – dice – incontrai il mio futuro socio, uno che trafficava in droga». Poi l’arresto e l’accusa di concorso morale in due omicidi, sempre negati.

Alfonso Figini è stato tutto questo nella sua prima vita. Poi ha pagato il conto, in carcere: l’ha fatto con gli interessi, sostiene, ammettendo le proprie colpe ma continuando a dichiararsi innocente per i reati più gravi. Recluso a Prato si è laureato in ingegneria meccanica e dopo ventiquattro anni passati in prigione, è uscito in semilibertà e ha scritto questo romanzo, che non è un libro contro la magistratura né un invito ad emulare certe gesta, sempre sottoposte ad un rigoroso giudizio morale, ma l’esempio sì di come la letteratura può essere terapeutica, a partire da chi scrive e che, raccontando la propria storia, se ne distacca e la guarda alla fine in un altro modo.

“Lupo Alpha” è il venticinquesimo volume della collana di letteratura dell’Attucci editrice.