Carmignano

Si vota alla Misericordia di Seano, pochi alle urne

Dal blog di walterfortini

Solo cinquantatré sono stati votanti per il rinnovo del Consiglio. C’è chi contesta la scelta di aprire i seggi solo in un giorno di lavoro

CARMIGNANO. La Misericordia di Seano ha il suo nuovo consiglio appena eletto, ma qualcuno storce il naso ed ha da ridire sulla scelta di aprire i seggi solo per sette ore e in un giorno di lavoro, come è successo lunedì da mezzogiorno alle sette. Orari stretti e non comodissimi. E infatti la partecipazione non è stata granché: appena 53 votanti e 46 voti validi.

Il risultato era già scritto, con una sola lista (composta da otto persone quanti i consiglieri da eleggere) e il divieto di preferenze: solo la possibilità di cancellare fino a tre nomi ma aggiungendone altrettanti scelti tra i soci, pena la nullità del voto. Così alla fine a passare sono stati tutti e solo i candidati ufficiali: il presidente uscente Matteo Cutaia (40 preferenze), l’attuale vice Alessio Bracciotti (39 voti), Fabiano Trinci (43), le new entry Carlo Drovandi (43), Leonardo Bastiani (42), Simona Monti (42) e Frida Peruzzi (40), Claudio Bracciotti (35). Fuori lista hanno raccolto due voti anche Carlo Attucci e Tiziano Luzzi e un voto a testa Maurizio Attucci, Serena Massai, Massimo Cirri, Dorothy Bracciotti, Nicola Fratoni, Matteo Bellini, Giancarlo Pacini, Giordano Pratesi, don Franco Monticelli e Claudio Fattori.

Ma la scarsa partecipazione ha riacceso le polemiche, sui social sono volate parole aspre e sono riemerse tensioni e divisioni che avevano portato al tentativo di una seconda lista, che per qualche giorno c’è stata (e capita raramente) ma poi non è stata accolta per mancanza dei requisiti necessari. “Si poteva fare di più” si lamentano alcuni, a denti stretti. Si poteva votare sabato o domenica (o domenica e lunedì), come in passato si è fatto. “Era stato promesso un seggio, almeno per alcune ore, anche a Bacchereto, l’altra frazione dove opera la Misericordia di Seano. E invece non c’è stato” raccontano altri. E a Bacchereto un’ottantina di persone, si dice, ragionevolmente potevano andare a votare.

Le spiegazioni del consiglio
L’accusa al consiglio uscente, che per metà si è ripresentato per un nuovo mandato, è quella di aver voluto limitare la partecipazione per esser più sicuro della rielezione. “Nessun giochetto – replica il presidente Matteo Cutaia – La scelta di votare solo il lunedì era legata alla disponibilità di tempo concessa dalla commissione. Organizzare un seggio a Bacchereto era complicato. E poi con una sola lista il risultato alla fine non sarebbe cambiato”.

Mai così pochi alle urne
Nessuna norma è stata violata. Per il regolamento della Misericordia di Prato, da cui Seano dipende, basta che i seggi rimangano aperti per almeno quattro ore. In elezioni di questo tipo poi le percentuali di affluenza non sono state mai altissime. Nel 2003 votarono però in 216 (e 180 furono i voti raccolti dal presidente Nicola Fratoni, il più votato), 247 quattro anni più tardi. Nel 2011 (2900 soci, 1900 in regola con i pagamenti) si votava ancora il sabato e la domenica e alle urne andarono in 167 (149 i voti validi). Sono stati solo una sessantina quattro anni fa, con i seggi aperti appena quattro ore e di venerdì. Ma si arrivava da un commissariamento, seguito alle dimissioni di oltre metà consiglio, e ci poteva dunque stare.

In quattro anni l’associazione è cresciuta nei numeri: quindici mezzi, di cui sei ambulanze, contro nove del 2014 e un’ottantina di volontari attivi. Sono aumentati soprattutto i servizi. C’era dunque da aspettarsi di più. E il primo a giovarsi di elezioni più partecipate sarebbe stato il neo consiglio, che dopo il 18 ottobre dovrà adesso scegliere al suo interno il presidente.