Carmignano

Affitti, ultimi giorni per chiedere il contributo

Dal blog di walterfortini

Il Comune aveva riaperto il bando dopo la Consulta aveva sentenziato che non si possono fare distinzioni tra residenti stranieri e italiani

CARMIGNANO. C’è tempo solo fino a venerdì, 5 ottobre, per richiedere un contributo sul canone di affitto di casa per il 2018. Il bando si era chiuso qualche mese fa, ma poi l’amministrazione comunale a settembre lo aveva riaperto. Motivo? La recente sentenza della Corte Costituzionale che ha annullato la disposizione di legge che richiedeva che i cittadini stranieri non dell’Unione europea dovessero avere avuto una residenza continuativa per almeno cinque anni nella regione o dieci sul territorio nazionale per godere del contributo. Per la Consulta infatti non si possono fare distinzioni. Basta abitare nel Comune, magari con un permesso di soggiorno di almeno un anno. Così il Comune ha riaperto il bando. Naturalmente chi aveva già presentato domanda in precedenza non la deve inoltrare di nuovo. Della proroga possono comunque approfittare anche i cittadini italiiani che in precedenza non avevano fatto domanda.

I moduli firmati si consegnano in palazzo comunale o si possono inviare per posta, ma farà fede in ogni caso il timbro dell’ufficio protocollo dell’ente.

Come succede ogni volta saranno formate due graduatorie, una provvisoria e poi, dopo il 29 ottobre, quella definitiva, ciascuna articolata in due fasce. La differenza sta nella soglia di reddito, misurata con l’indice Ise in rapporto al nucleo familiare, e nel peso relativo del canone di affitto: se il reddito infatti è inferiore o uguale a 13.192 l’anno, ovvero due pensioni minime, e l’affitto non inferiore al 14 per cento si rientra nella fascia A, se compreso tra 13.192 e 28.470 euro (e l’affitto pesa almeno per il 24 per cento) con un Isee, che misura anche risparmi e patrimonio, comunque non superiore a 16.500 euro, allora si rientra nella fascia B, che si attiva solo una volta finanziata l’altra.

In passato i nomi dei beneficiari venivano affissi all’albo pretorio. Stavolta, in nome della privacy, pubblici saranno solo i numeri di protocollo relativo alla domanda presentata.