Carmignano

Il San Michele si tinge di celeste e verde

Dal blog di walterfortini

All'Arcangelo il premio più ambito per la sfilata di 'teatro in strada'. I verdi conquistano il palio dei ciuchi: il fantino Loriano Bargagli domina l'ultima corsa, decisiva

Il caporione celeste Giovanni Nunziati solleva il trofeo

CARMIGNANO. Verde il palio, che non lo conquistava dal 2011. E celeste la sfida nel teatro ‘in strada’, premio più ambito. Si conclude così la tre giorni del San Michele, con la contrada dell’arcangelo che torna a vincere dopo un digiuno di due anni nel debutto della nuova regista Carolina Fanelli.

I pronostici sono rimasti in sospeso fino all’ultimo, anche se venerdì ed anche oggi in piazza i celesti avevano strappato qualche applauso in più con la loro storia su Silvana Calò, bambina ebrea che nel 1943 fuggì da Firenze assieme alla mamma e la sorella e per qualche giorno fu nascosta a Carmignano. Una sfilata dai toni a volte fiabeschi, le invenzioni sartoriali, la mimica trascinante degli attori e la capacità di saper riempire lo spazio ed essere da subito quasi perfetti nei tempi. E alla fine un insegnamento: non si può vivere senza speranza, coraggio e paura, le emozioni con cui la bimba dialoga, che nella finzione diventano persone e attraverso cui ritrova la fiducia nel domani.

Ma anche gli altri rioni non sono stati da meno: bravi tutti nel montare e rismontare le sfilate quando serve, per aggiustare in una notte quella non va. Un’arte anche quella. Sedici carri, scenografie mobili ed oltre ottocento figuranti. E siccome i quindici esperti chiamati a decidere il vincitore, cinque a sera oltre una riserva, gente del mestiere che arriva da fuori provincia per non essere influenzata, vedono le sfilate una sola sera, tutto poteva accadere.

Primo alla fine è il celeste (62 punti), secondo il bianco (46), terzo il verde (32) e ultimo il giallo (25). Una classifica lunga, frutto in parte del meccanismo di voto obbligato dove non si possono assegnare ex aequi e un giudice è costretto a dare cinque punti al primo, tre al secondo e a seguire due e uno.

La festa finisce prima di cena tra caroselli di auto, clacson e bandiere sventolate al vento, con la piazza trasformata nell’attesa, come sempre, in una grande discoteca a cielo aperto. Anche l’ultimo sabato e l’ultima domenica in tanti si sono assiepati dietro le transenne e sulle tribune, carmignanesi e non solo. La festa dunque ha vinto.

Sono quasi le otto e mezzo di sera quando il sindaco Edoardo Prestanti guadagna con il comitato della festa il centro di piazza Vittorio Emanuele II e i rionali iniziano a raggrupparsi ai quattro canti. Un rito, anche questo: i verdi verso il “Cancellone”, i bianchi sotto il palazzo comunale, i gialli poco distanti e i celesti davanti alla vasca sul lato opposto, con le bandiere indossate a mo’ di mantello, grandi e piccini assieme, mamme e babbi con i bimbi in braccio. Cala il silenzio. Si zittisce anche Stefano Fatighenti, instancabile speaker del San Michele per trentasette anni. Poi le urla squarciano la notte, volano coriandoli, sventolano bandiere e il caporione celeste leva al cielo la scultura di Karl Demetz e Caterina De Toni, trofeo anche quest’anno per la più bella sfilata.

I verdi avevano esultato un’ora prima, quando si era conclusa la terza corsa dei ciuchi in tre giorni, la gara decisiva. C’era tensione, fin dalla partenza, e sono serviti due via. Il secondo è quello buono. Il verde, primo dopo due corse, vola subito avanti, senza troppo tatticismi. E’ primo alla salita e alla discesa, tallonato dal giallo e celeste che si avvantaggia nella corsa piedi e lo precede al cambio del ronzino. Ma l’etrusco di Vetulonia, il verde Loriano Bargagli, recupera subito e all’ultima curva è avanti quei metri sufficienti a concludere la gara in scioltezza. Secondo il celeste, quindi il giallo e il bianco. Qualcuno va a dormire contento, altri con una lacrima sul viso. Ma tra un anno saranno tutti di nuovo lì a sfidarsi in piazza, come accade da ottantacinque a più anni. Per un nuovo miracolo del San Michele.