Carmignano

Il Comune porge una mano ai negozianti: contributi per chi apre o non tira giù la saracinesca

Dal blog di walterfortini

Il bando riguarda i centri storici dei paesi. L’assessore Paoletti: “Speriamo di creare anche occupazione”

CARMIGNANO. Il bando annunciato nei mesi scorsi è servito: quello destinato ad aiutare, per tre anni, chi decide di aprire un esercizio commerciale (o l’ha comunque aperto da gennaio in poi) e i negozianti che resistono, non tirano giù la saracinesca e si impegnano a rimanere per altri cinque anni. Il Comune offre ai primi, se il fondo è di loro proprietà, l’azzeramento dell’Imu, la tassa sugli immobili, e contributi sull’affitto, ai secondi invece uno sconto del 30 per cento sulla tariffa per lo smaltimento dei rifiuti (per una superficie al massimo di cento metri quadri). Ne potranno beneficiare negozi, bar e ristoranti, ma anche artigiani con vendita al pubblico, studi artistici o poli culturali che abbiamo però uno spaccio o un’attività di ristorazione.

Il problema dei negozi che chiudono è noto e non è nuovo. Ci sono paesi più esposti e lo sono da anni, come Comeana ad esempio, ed altri che resistono meglio. Ma è una piaga diffusa. Senza negozi un paese muore, ma diventa anche meno sicuro. L’amministrazione comunale ha così deciso di offrire incentivi a tutte le attività economiche nel centro di Carmignano e nelle frazioni di Bacchereto, Seano, Comeana, Artimino, Poggio alla Malva, La Serra e Santa Cristina a Mezzana. E per il primo anno ha stanziato 54 mila euro. Le vie interessate sono elencate on line, sul sito del Comune. L’obiettivo è far sì che gli esercizi alla fine si reggano sulle proprie gambe. IL contributo sul pagamento dell’affitto sarà così a scalare – il 60% del costo sostenuto il primo anno, il 40% il secondo e il 20% il terzo anno – e la liquidazione dei contributi al termine di ogni anno.

“Puntiamo a riqualificare il commercio in armonia con il contesto culturale, sociale ed architettonico dei centri storici dei paesi, per renderli più vivibili e sicuri” spiega l’assessore Francesco Paoletti. “Ma vogliamo – aggiunge – anche rendere il territorio più attrattivo per residenti e turisti, valorizzandone la vocazione di centro commerciale naturale, e promuovere l’artigianato tipico. Magari creando nuova occupazione”.

I progetti e le idee saranno vagliati, dopodiché ci sarà una selezione. Saranno valutate innovazione, competenze, fattibilità tecnica e sostenibilità economica, tipicità, il coinvolgimento di imprese locali o la valorizzazione della filiera corta. Premi sono previsti per giovani e imprenditrici donne. Naturalmente ci sono anche dei paletti: nessun contributo è è previsto per negozi che già esistono e spostano semplicemente la loro sede all’interno del comune, mentre sono possibili per chi apre eventuali succursali. Sono esclusi esercizi che trattano articoli per soli adulti o monoprezzo, attività di vendita svolte esclusivamente con apparecchi o distributori automatici, tabacchi, ‘compro oro’, punti scommesse o locali con macchinette da gioco. E’ un esperimento. Vedremo tra tre anni gli effetti.

Le domande vanno presentate entro le 12.30 del 30 novembre 2018, per Pec, raccomandata, corriere o consegnate a mano all’ufficio protocollo.