Carmignano

La Visitazione pronta al debutto a New York

Dal blog di walterfortini

Parte anche la raccolta di fondi internazionale per restaurare la chiesa e realizzare il museo. Servono tre milioni. Obiettivo minimo: un milione

La Visitazione nel corso dell'ultimo restauro

CARMIGNANO. La Visitazione del Pontormo è già in America e con l’inaugurazione della mostra alla Morgan Library di New york che ci sarà il 7 settembre, il giorno prima durante la conferenza stampa, sarà lanciata anche la campagna internazionale di crowdfunding per raccogliere fondi per il restauro della chiesa e dell’ex convento che a Carmignano ospitano il capolavoro manierista cinquecentesco.

La tourneé della tavola, iniziata a maggio alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti e che proseguirà appunto negli Stati Uniti (prima a New York fino al 6 gennaio e poi al Los Angeles dal 5 febbraio al 28 aprile), serve appunto anche a questo: salvare il complesso monumentale, bisognoso da tempo di cure. I costi sono da far tremare i polsi: tre milioni di euro, cresciuti a dismisura negli ultimi tre anni. E c’è anche un sogno: quello di realizzare attorno alla chiesa un museo dedicato al capolavoro del Pontormo, con la speranza che l’opera, corteggiata e ammirata, possa portare nel comune mediceo anche visitatori e turisti. L’obiettivo minimo, dichiarato, è quello di raccogliere un milione di euro, sufficienti per i primi interventi alla pieve costruita sulle fondamenta di un oratorio fondato nel 1211 dal primo discepolo di San Francesco, Bernardo da Quintavalle, e per attrezzare appunto le sale del museo.

La scelta di un così lungo prestito – per la Visitazione è la quinta trasferta negli ultimi quattro anni – è stato sofferta. Da qualcuno è stata anche criticata. Ma alla fine alla parrocchia e alla Diocesi, proprietari dell’opera sottoposto comunque al vincolo statale, è apparsa come l’unica strada per racimolare quei soldi – tanti – necessari per restaurare la chiesa e valorizzare l’opera e che fondazioni bancarie, enti vari ed istituzioni pubbliche e private tutte insieme, pur contattate, non erano riuscite negli ultimi dieci anni a garantire.

Quanto al successo dell’operazione culturale, la prima tappa fiorentina lascia ben sperare. Il ritorno di immagine non dovrebbe mancare. Alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti la mostra itinerante “Incontri miracolosi” tutta dedicata al Pontormo, ai suoi disegni e alle sue pitture, ha avuto ampia eco. “A Firenze la mostra ha riscosso molto entusiasmo da parte di storici dell’arte, studenti e semplici visitatori” racconta sul sito della Pro Loco di Carmignano in anteprima e a pochi giorni dalla trasferta statunitense Bruce Edelstein, docente di storia dell’arte presso la New York University e curatore della rassegna insieme a David Gasparotto del Getty Museum di Los Angeles.

Il successo scientifico (e di pubblico) è stato notevole: l’ambiente e l’allestimento raccolto è stata una ghiotta occasione di studio e di contemplazione. Addetti ai lavori si sono mossi da mezza Europa. Se la “Visitazione” è stata forse l’opera più ammirata, star incontrastata, quella che ha creato la maggiore attesa è stato probabilmente il cosiddetto “Alabardiere” di Los Angeles, che dopo l’acquisizione da parte del Getty Museum di Los Angeles nel 1989 era tornato in Italia solo una volta, agli Uffizi di Firenze, tra il 1996 e il 1997. Curiosità ha suscitato anche il presunto ritratto di “Carlo Neroni”, che arrivava da Londra e è stato attribuito al Pontormo in tempi recenti. Ora si spera che altrettanto bene vada la raccolta di fondi, che sarà aperta a New York il 6 settembre. Si spera in qualche sensibile mecenate. “Ma anche dieci euro sono importanti” scrive sulla pagina facebook della parrocchia Don Cristiano, amministratore della pieve di Carmignano. Tutti possono partecipare e la raccolta sarà attiva anche in Italia. Le donazioni si fanno con carta di credito, sul sito www.indiegogo.com, ma saranno raccolte anche in chiesa nelle messe dei prossimi due fine settimana.

La mostra alla Morgan Library sarà in parte diversa da quella fiorentina: per l’ambientazione, in uno spazio architettonico moderno, e per le opere esposte. La cosa desta ulteriore curiosità. La Visitazione naturalmente non mancherà.