Carmignano

Sei anni dopo il terremoto i carmignanesi tornano a Rovereto sulla Secchia

Dal blog di walterfortini

Una festa per raccogliere fondi nel paese emiliano colpito dal sisma nel 2012

I carmignanesi quest'anno a Rovereto sulla Secchia

CARMIGNANO. Il terremoto c’è stato nel 2012, sei anni fa, e i riflettori sul sisma in Emilia Romagna sono oramai spenti. Ma da allora tra Carmignano e Rovereto sulla Secchia è nata un’amicizia. Così anche quest’anno, lunedì scorso il 27 agosto, un gruppo di quarantadue volontari del comune mediceo c’è tornato, portando tutto il necessario, braccia e vivande, per organizzare nell’ultimo giorno della festa del patrono una cena sotto le stelle con cui raccogliere fondi per le iniziative del paese e quel che ancora rimane da fare per la ricostruzione. Molte case sono infatti state ritirate su, ma la chiesa ad esempio – dove perse la vita l’unica vittima del borgo, il parroco don Ivan che era tornato in chiesa per portare via un quadro – è ancora puntellata.

Nel 2012 il primo viaggio della solidarietà fu messo in piede da Spizzettando, la pizzeria a taglio di Carmignano. Poi il gruppo è cresciuto, con con coinvolgimento di Pro Loco (che ha inviato gli emiliani anche a “Calici di stelle” con il loro lambrusco), Misericordia e Caritas. Giovani e giovanissimi assieme, cinquantenni e sessantenni. “E’ un grande fatica. Si parte la mattina e si torna a casa a notte fonda, alle due o le tre di notte. Ma c’è soddisfazione” raccontano Mauro Bellini e Fiorenzo Drovandi della Pro Loco. Ore a tagliare affettati, preparare primi, brasati e lampredotto, a servire in tavola dove non è mancato naturalmente anche il pregiato vino di Carmignano. In almeno duecentocinquanta hanno partecipato, in un paese – la frazione più grande del comune di Novi di Modena – che prima del terremoto contava più di duemila abitanti ed ora forse un migliaio in meno di meno, dove quasi duecento case sono state abbattute e molte già ricostruite ma alcuni casolari di campagna sono ancora un cumulo di macerie.

Il gruppo mediceo è stato ospite a pranzo delle associazioni che organizzano la sagra, Caritas e Avis in prima fila. “Siamo stati portati anche a visitare un’acetaia, che a Modena sono di casa” raccontano. E’ la Giusti, la più antica pare del territorio (visto che risale al 1605) ed anche blasonata, medaglia d’argento per un aceto di novantadue anni premiato a Parigi per l’inaugurazione nel 1889 della Torre Eiffel. Alle undici di sera tutti a vedere insieme i fuochi. E poi a casa, stanchi ma orgogliosi.