Carmignano

Santa Caterina, ecco le linee guida per il recupero. Si punta a far partire i lavori entro il 2020

Dal blog di walterfortini

A maggio sarà bandito il concorso di idee, da cui dovrà scaturire entro la fine dell’anno il progetto preliminare. Le risorse saranno cercate nell’arco di tutto il 2019

CARMIGNANO. Le dieci linee guida scritte dai cittadini, una quarantina la media dei partecipanti ad ogni incontro. sono stati individuate e presentate, tutte accolte dall’amministrazione comunale. Ed ora non resta che attendere il bando per il concorso pubblico da cui dovrà scaturire il progetto per il recupero del Santa Caterina. E’ lo stesso assessore all’urbanistica Francesco Paoletti, in una sala consiliare gremita, a tracciare il cronoprogramma nella serata, mercoledì 7 febbraio, di restituzione dei risultati del percorso partecipativo finanziato dalla Regione e avviato a settembre. Tra fine maggio e inizio giugno sarà bandito il concorso. Entro la fine del 2018 sarà decretato il vincitore, quindi elaborato un progetto preliminare per cercare, nel 2019, le risorse necessarie all’operazione. Senza progetto, in passato Carmignano ha già visto sfumare più di un’occasione. L’obiettivo è iniziare i lavori entro il 2020.

Il disegno del futuro ex Santa Caterina è affidato all’estro di architetti e ingegneri. Ma i paletti sono ben piantati in terra. Lo spazio, 2100 metri quadri e terreni per altri 5.700, dovrà essere un luogo di incontro e confronto, di socializzazione e aggregazione. Uno spazio dove ritrovarsi e riconoscersi, attrattivo dal punto di vista sociale, economico e commerciale ma anche turistico. Non dovrà essere un ‘doppione’ di cose che già esistono. L’aumento delle volumetrie dovrà essere ridotto al minimo. Dovranno essere progettati con attenzioni spazi esterni e connessioni. I cittadini hanno suggerito anche di cercare soluzioni innovativi e alternative per aumentare i posti auto, nonostante il salutare parcheggio all’aperto realizzato qualche anno fa e che è stato l’unico utilizzo e trasformazione concreta del Santa Caterina da quando, quasi venti anni fa, il Comune ne è diventato proprietario. Uno spazio nel centro storico, tra piazza Niccolini e via Modesti, su cui le idee nel tempo non sono mancate ma senza che acquisissero una forma definita, in perenne ricerca d’autore e d’ispirazione mentre intanto, anno dopo anno, il tempo e l’usura lo consumavano. Assolutamente da ripensare, per i cittadini ma anche per l’amministrazione comunale, sarà anche la viabilità delle auto.

Come è emerso dal percorso di partecipazione – frequentato da un’ottantina di persone (trecento on line) e trenta associazioni – il 30 per cento della superficie potrebbe essere utilizzata per creare spazi civici, sociali, ricreativi e culturali, il 15 per cento per strutture ricettive e turistiche, il 13 per cento per spazi commerciali, il 17 per cento per servizi ai cittadini e uffici e il restante 25 per cento da trasformare in residenze. “Non dunque un luogo dormitorio, né un’area destinata completamente alle abitazioni ma un mix di funzioni” ha affermato l’assessore Paoletti.

Il Santa Caterina, situato tra piazza Niccolini e via Modesti, fu edificato a partire dai primi anni del Cinquecento grazie all’attività di suor Brigida Vangelisti. Ospitò poi il Conservatorio dei Pericolanti. Inoltre, in seguito al bombardamento della chiesa di San Michele del 1944, ha ospitato per qualche anno le suore Cappellone, è diventato poi centro estivo, rimessa per attrezzi agricoli, frantoio e casa di servizio annessa alla storica villa del Marchese Ippolito Niccolini. Al suo interno hanno trovato sede, per qualche tempo, anche la ‘banchina’, la ex Cassa Rurale di Carmignano ora fusa in ChiantiBanca, la Caritas e un paio di rione del teatro in strada del San Michele.