Carmignano

Scomparso il penultimo dei ragazzi di Bogardo Buricchi, testimone della Resistenza a Carmignano

Dal blog di walterfortini

Lido Sardi è morto nei giorni scorsi. Assieme al pittore Enzo Faraoni era uno dei due superstiti ancora in vita della squadra che l'11 giugno 1944 fece saltare in aria il treno tedesco carico di esplosivi fermo sotto il paese di Poggio alla Malva

CARMIGNANO. Se ne è andato Lido Sardi, uno dei ragazzi del gruppo di Bogardo Buricchi che l’11 giugno 1944 fecero saltare in aria il treno tedesco carico di esplosivi che da giorni stazionava sui binari sotto il paese di Poggio alla Malva. Lido, assieme al novantaquattrenne pittore fiorentino Enzo Faraoni, era l’unico testimone ancora in vita del più importante episodio degli anni della Restistenza sul Montalbano. Aveva novantanni ed oggi si sono svolti i funerali. Abitava a Prato e giusto pochi mesi fa, a settembre, aveva raccontato assieme ad altri partigiani i giorni della Liberazione in un’iniziativa organizzata dal Museo della deportazione.

“La notizia della morte ci ha addolorati e sconvolti” scrivono i rappresentanti del comitato “11 giugno” e tutti coloro che a Carmignano e a Poggio alla Malva hanno avuto la fortuna di incontrarlo. “Perdiamo – aggiungono – un uomo limpido e coerente per tutta la sua vita ai suoi ideali e al ricordo di quell’azione importante per la resistenza pratese che lo vide protagonista”. Giusto lo scorso giugno Lido Sardi aveva partecipato alla commemorazione che ogni anno Carmignano dedica ai ragazzi di Bogardo Buricchi. “Una persona umile e schiva – lo ricorda il sindaco Doriano Cirri – che non si è mai vantato del suo eroismo e ha condotto una vita semplice”

Morirono in quattro in quella lontana notte dell’11 giugno 1944, giovani e spesso spoliticizzati e indipendenti. “Incoscienti anche forse” confessava uno di loro.  Un difetto nell’innesco, la miccia che si era fatta corta e nelle fiamme che avvolsero i vagoni scomparvero in un attimo Ariodante Naldi, Bruno Spinelli, Bogardo Buricchi e il fratello Alighiero. Lido, che aveva appena venti anni, si salvò solo per mera fortuna.

Quel treno carico di esplosivi era destinato dall’esercito tedesco in ritirata a minare molte città, forse anche Prato.  Moritono sacrificandosi per gli altri. «Vidi due lunghe gambe che saltarono giù dal treno: penso che fossero di Ario (Ariodante Naldi ndr). Poi la vampata» ricordava due anni fa in un’intervista al Tirreno Enzo Faraoni, uno dei quattro superstiti assieme appunto a Lido, Ruffo del Guerra e Mario Banci. Dei quattro superstiti Enzo è adesso l’unico testimone in vita.