Carmignano

L’esordio di Mauro, scrittore a 91 anni

Dal blog di walterfortini

Mauro Bindi è un po' la memoria storica di Carmignano. Nel suo libro rivivono storie e curiosità lunghe quasi un secolo

Mauro Bindi, a novantuno anni scrittore

CARMIGNANO. Un tempo le storie si raccontavano a veglia e la memoria di un paese passava così di generazione in generazione. Il libro di Mauro Bindi – “Fatti e persone del XX secolo nei ricordi di un anziano” – è un po’ come partecipare ad una di quelle antiche veglie: o ad un San Michele, altro modo – tutto carmignanese – per far rivivere il passato con il teatro in strada. Così in tanti, in più di settanta, hanno partecipato mercoledì sera alla presentazione delle sue memorie, ricordi di un novantunenne che ha sempre vissuto a Carmignano. Pubblico caloroso, avido di domande. Pubblico anche delle grandi occasioni.

Sarà perchè Mauro Bindi è un po’ un’ istituzione. E non solo perchè ha lavorato in Comune, che un tempo contava assai più di adesso, funzionario in pensione dello Stato Civile. Mauro è infatti un po’ la memoria storica del paese, amico di tutti e che tutti conoscono per la precisione, lucidità e curiosità che lo contraddistingue. Arzillo come un tempo, giusto qualche acciacco dovuto all’età.

“Quegli appunti – confessa Mauro – li ho scritti nei grigi e freddi pomeriggi degli ultimi inverni, quando le gambe che si affaticavano facilmente non ne potevano più di camminare, ma non pensavo di farne un libro.” Al massimo un diario per i figli e la nipotina Giada. A convincerlo è stato Lorenzo Petracchi, che ad oltre ottant’anni di libri su Carmignano ne ha scritti uno e poi un altro. Barbara Prosperi, che di anni ne ha la metà, si è occupata della trascrizione di quegli appunti. E assieme agli altri amici del Gruppo incontri “Il Campano”, volontari della cultura, hanno stampato le prime copie del libro, già esaurite e con i guadagni devoluti alla Misericordia del paese, e organizzato la serata di mercoledì.

Ventotto capitoli e tanti aneddoti e curiosità da leggere, tutte d’un fiato o una sera dopo l’altra, a cui Gianluca Faralli e Alessandro Capecchi, anche lui membro del gruppo “Il Campano”, hanno prestato nella serata in palazzo comunale la propria voce. Memorie strappate al passato che ci riportano indietro a quell’afosa estate del 1923 quando Mauro è nato, che rievocano fatti tragici (e ancora non del tutto chiariti) come l’uccisione dei carabinieri Pucci e Verdini nel 1921 o personaggi come il dottor ‘Dodovico”, medico condotto che percorreva Carmignano a cavallo, o il dottor Origene, veterinario del paese, Brini il calzolaio e Calistri il maniscalco, vetturini e barocciai. Pagine da cui riaffiorano anni lontani, dove si scrivevano, negli anni Venti come oggi, lettere per avere un lavoro ma qualcuno lo faceva in ottava rima, pagine che raccontano di inverni dove i boccali per i lavamani si ghiacciavano, le case si riempivano di fumo e le gambe di geloni, di funerali con partecipanti paganti, di sarti che facevano anche i barbieri. E poi ancora la scuola, assai diversa da oggi, la manutenzione delle strade che era quella che era e naturalmente le feste del paese e le ricorrenze religiose, note e meno note. Ogni pagina una scoperta e pagine che scorrono via lievi. Non resta che tuffarsi nella lettura o approfittare della disponibilità di Mauro, per chi può, e farsele raccontare. (w.f.)