Carmignano

Il dragone sfila a Seano nel segno dell’integrazione e contaminazione

Dal blog di walterfortini

Successo, temperature primaverili e tanta curiosità per la festa che ha animato il centro del paese

Un momento del Capodanno cinese 2014 a Seano (foto W.Fortini)

SEANO. C’erano il sole, diciotto gradi sulla colonnina di mercurio e diverse persone ai lati della strada ad accogliere il dragone cinese che ha sfilato nel pomeriggio a Seano, unico comune della provincia, oltre a Prato, dove i cinesi festeggiano per strada il loro capodanno. Un’atmosfera decisamente primaverile, rispetto al freddo gelido di tre anni fa quando  la comunità orientale del paese per la prima volta, incitata anche dal Comune, decise di scendere in strada. Una festa di primavera nel segno dell’integrazione ma anche della globalizzazione e contaminazione, con bandiere italiane e cinesi le une accanto alle altre, percussioni antiche e magari un iphone e una lattina di Cocacola in mano, gli italiani curiosi e in fondo anche orgogliosi a guardare la sfilata dai marciapiedi o affacciati da finestre e terrazzi, qualcuno (tra i più piccoli) vestito da Carnevale, nei panni degli intramontabili Zorro, D’Artagnan o l’uomo ragno, qualcun altro che saluta chi sfila.

Tre bambine bionde e castane all’ingresso al Parco Museo “Quinto Martini” sorridono ed applaudono. Forse hanno riconosciuto il fratello o la sorella di un compagno di classe. Forse sono semplicemente affascinate da tutti quei colori, tamburi e ventagli e dai draghi e leoni che saltano e si contorcono per aria.

Il capodanno, soprattutto la festa di primavera che anima le strade quindici dopo l’inizio del nuovo anno, è per i cinesi una grande rito propiziatorio. E’ un modo per fare gli auguri a tutto il paese. E visto che questo sarà l’anno del cavallo, foriero di espansione e prosperità, la fortuna dovrebbe essere ancora di più. Dice che toccare barba e lingua del drago porti bene. E in diversi lo fanno.

Al Parco Museo la festa termina nel segno del matrimonio dei sensi, con cenci italiani e spaghetti orientali che si sposano nel gusto, dopo l’esibizione dei draghi mossi da altrettanti pali e  uomini, la danza dei leoni e quella dei ventagli. In pista non ci sono solo i cinesi, anche diversi italiani dell’associazione buddista che, assieme alla comunità orientale, finanzia interamente la festa. Senza alcuna spesa per il Comune.

Ma il corteo e la festa erano iniziati un’ora prima, dalla zona industriale di via Marconi e Bocca di Stella, con fabbriche e laboratori orientali, numerosi e concentrati in poche centinaia di metri, tutti aperti e infiocchettati di rosso, pronti ad accogliere i quattro dragoni che sono entrati e usciti da ciascuna, per regalare appunto prosperità e fortuna.  Un turbine di colori  –  giallo, fucsia e verde oltre al rosso – , tappeti distesi per terra, mortaretti che scoppiano e tamburi e piatti a segnare il ritmo, kimoni e costumi tradizionali, bandiere della Repubblica popolare cinese, stendardi allegorici e bandiere italiane.

Davanti al corteo c’era  il vicesindaco Elisa Drovandi con la fascia tricolore, in mezzo al pubblico almeno un altro paio di assessori comunali. Dalla zona industriale i dragoni hanno poi imboccato via Baccheretana ed attraversato buona parte del paese fino al Parco Museo dove è andato in scena il gran finale. Con un arrivederci al prossimo anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo (w.f.)