Cantagallo

Da Kobane un messaggio per Cantagallo: «La vostra solidarietà ci fa sentire meno soli»

Dal blog di fabriziaprota

Il sindaco della città del Kurdistan siriano martoriata dalla guerra ha scritto una lettera al Comune della Valbisenzio per ringraziare del Patto di solidarietà stretto lo scorso marzo. Il sindaco Bongiorno: «Libertà, democrazia e verità ci impongono partecipazione»

La "Casa delle Donne" a Kobane, costruita grazie a "PonteDonna" (foto pagina Facebook PonteDonna Kobane)

CANTAGALLO. Una lettera di ringraziamento per aver voluto stringere un Patto di solidarietà con una città lontana (ma non così tanto) martoriata dalla guerra. È arrivata nei giorni scorsi al primo cittadino di Cantagallo Guglielmo Bongiorno da Fares Atti, sindaco di Kobane, città nel nord della Siria (nell’attuale Kurdistan siriano o Rojava) emblema della resistenza contro l’Isis, portata avanti soprattutto delle donne.

Il Patto di solidarietà, che affermava la volontà di dare sostegno istituzionale alla città e all’intera regione del Rojava, avviando anche relazioni ufficiali e scambi, era stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Cantagallo lo scorso marzo, ed ha sposato il progetto dell’associazione romana “PonteDonna” per la costruzione a Kobane di una “Casa delle Donne”. Il provvedimento dell’amministrazione grazie anche alla segnalazione di Roberto Orlando, in arte Tobia, artista di Cantagallo d’adozione e che ha donato una delle sue opere all’associazione. A consegnare la lettera al sindaco del Comune valbisentino è stata la presidente di “PonteDonna” Carla Centioni.

«In qualità di primo cittadino la voglio ringraziare – scrive a Bongiorno il sindaco di Kobane –. Sento la responsabilità di amministrare una città che stiamo ricostruendo dopo la distruzione da parte del Daesh. Ci aspetta un lavoro difficile e gravoso per ridare a tutta la popolazione una vita normale. Ricevere il Patto di solidarietà da una città così lontana ci apre il cuore e ci fa sentire meno soli. La solidarietà tra i popoli è indispensabile per proiettarci verso un mondo fatto di pace e democrazia, nella speranza che tutta l’umanità possa convivere tra culture e religioni diverse».

«La libertà, la democrazia e la verità ci impongono partecipazione, impegno e presenza – è il commento di Bongiorno –, nel pensiero di chi ha pagato con la vita per ottenere ciò che a noi sembra scontato».