Vaiano, Vernio, Cantagallo

Direttissima, i sindaci a Ceccarelli: «Rilanciamo a RFI sui lavori di notte»

Dal blog di fabriziaprota

I primi cittadini della Valbisenzio Bosi, Bongiorno e Morganti e l’assessore di Prato Alessi hanno scritto all’assessore regionale affinché chieda alla società di riconsiderare la proposta di eseguire i lavori di adeguamento della linea ferroviaria in orario notturno. Il motivo, lo slittamento dell’inizio dei lavori che, secondo gli amministratori, “fa venir meno l’urgenza segnalata da RFI”

Un tratto della Direttissima Prato - Bologna

VALBISENZIO. Prendere nuovamente in considerazione la proposta di eseguire i lavori di adeguamento della linea ferroviaria Direttissima Prato – Bologna in orario notturno. Lo hanno chiesto i sindaci dei Comuni della Valbisenzio Giovanni Morganti (Vernio), Primo Bosi (Vaiano) e Guglielmo Bongiorno (Cantagallo), insieme all’assessore alla Mobilità del Comune di Prato Filippo Alessi, all’Assessore ai trasporti della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli. La richiesta è stata avanzata nei giorni scorsi ed ha fatto seguito alla presa d’atto da parte degli amministratori dello slittamento dei lavori in questione, che hanno lo scopo di adeguare la linea agli standard previsti dall’Unione europea in particolare in merito alla rete di trasporto delle merci (tra gli interventi in programma l’allargamento di circa 20 chilometri di gallerie).

«I lavori dovevano iniziare dapprima a giugno 2018, poi a ottobre 2018, ma ad oggi ancora non si prevede una data certa per il loro avvio scrivono i sindaci e l’assessore alla Mobilità -. Questo slittamento fa venir meno, nei fatti, l’urgenza segnalata più volte da RFI di iniziare i lavori quanto prima e concludere tutta l’operazione entro dicembre 2021». La richiesta inoltrata all’assessore regionale Ceccarelli, dopo un confronto anche con i sindaci del versante emiliano dell’Appennino, è dunque quella di intervenire nei confronti di RFI per verificare se, venendo meno l’urgenza dell’intervento come dimostrato – a detta dei sindaci – dallo slittamento dei lavori, la società possa riprendere in esame la proposta, già avanzata dalle amministrazioni locali, di eseguire i lavori in orario notturno, in modo da arrecare il minor disagio possibile ai cittadini.

«Il progetto di RFI può rappresentare un’opportunità vera di sviluppo per il territorio, solo però se riesce a sostenere anche i bisogni e le politiche di governo dei nostri territori» affermano in merito i quattro amministratori.

La proposta di svolgere i lavori di adeguamento della linea ferroviaria durante le ore notturne era stata avanzata anche lo scorso novembre, attraverso un’interrogazione parlamentare, dall’allora deputato di Forza Italia Elio Massimo Palmizio. Negativa era stata la risposta del viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Riccardo Nencini, che aveva affermato che in tal modo la durata dei lavori supererebbe i 10 anni, un tempo incoerente con la politica europea, e che la scelta comporterebbe il blocco del traffico merci e dei servizi a lunga percorrenza (intercity ed euronight) impostati sulla linea, che dovrebbero essere deviati su altri itinerari o cancellati.

A chiedere a gran voce l’opzione di un cantiere notturno erano stati nei mesi scorsi anche i pendolari che ogni giorno si spostano sulla tratta, riuniti in un Comitato dal 2006. Lo avevano fatto anche lo scorso 23 aprile durante l’assemblea pubblica tenutasi Vaiano con i rappresentanti di RFI e Trenitalia. In quell’occasione il direttore produzione Emilia Romagna di RFI Vincenzo Cefaliello aveva risposto che i lavori si faranno anche di notte (anche se la sospensione totale del traffico nei giorni feriali è prevista di giorno, nelle fasce non pendolari, dalle 9.30 alle 16.30, mentre la notte si circolerà a binario unico, diversamente dai festivi e dal fine settimana, quando la circolazione sarà sospesa dalle 9.30 del sabato alle 24 della domenica, ndr) e che è necessario salvaguardare tutti i tipi di traffico, anche quello merci. «RFI mette le merci davanti alle persone» era stata, di risposta, l’accusa di alcuni pendolari alla società durante l’accesa assemblea.