Vaiano, Vernio, Cantagallo

Sabato 21 ottobre apre “On the road”, la mostra sulla via dell’Appennino

Dal blog di fabriziaprota

Al Mulinaccio 100 foto d’epoca, documenti e testimonianze sulla storia della Strada Maestra. L’esposizione sarà aperta fino al 19 novembre. In programma anche la presentazione del percorso trekking Prato-Bologna

Un vetturino sulla via dell'Appennino

VAIANO. Tutto pronto per “On the road, la via dell’Appennino”. Sarà inaugurata sabato 21 ottobre, alle 15.30, negli spazi della villa del Mulinaccio la mostra che racconta attraverso foto e documenti d’epoca la storia della via maestra dell’Appennino: della gente che l’ha percorsa, dei personaggi curiosi e delle vicende appassionanti che l’hanno attraversata. Per l’occasione è prevista una visita guidata gratuita.

Oltre 100 foto inedite, preziosi documenti, testimonianze originali raccontano per la prima volta le storie di vita, di viaggi e di lavoro che hanno attraversato la valle del Bisenzio. Il progetto, che comprende numerosi eventi collaterali,  è promosso dal Comune di Vaiano e dalla Fondazione CDSE e vede la collaborazione del Comune di Vernio, dei Laboratori archeologici San Gallo, delle sezioni del Cai di Prato e Bologna, del Museo Materia e di Tai – Tuscan Art Industry. La mostra potrà resterà aperta fino al 19 novembre, con apertura sabato e domenica dalle 15 alle 19.

Sabato 21 ottobre sarà inoltre anche presentato il percorso trekking Prato-Bologna, “La via della lana e della seta”, a cura delle sezioni del Club alpino italiano di Prato e Bologna.

Sono tante le storie della Valbisenzio legate alla via dell’Appennino e alla sua evoluzione. Ad esempio quando arrivano le prime motociclette, usate per le gite domenicali, in bassa valle personaggi noti come ‘Trilla’, ‘il Cerbai’ e ‘Arbace’ sono tra i primi centauri, anche se non troppo esperti. Si racconta che proprio Arbace, salito in sella alla moto, non sapendola fermare, continuò ad andare finché ci fu benzina, terminando la corsa vicino a Sasso Marconi. Il ritorno lo fece a piedi spingendo la moto fino a casa. A Vaiano i primi a comprarsi la macchina, di solito una Balilla, sono i vetturini come Giordano Ciardi e il Pini detto ‘Bibolo’ e la usano per il servizio alle persone con chauffeur, anche prima che la Strada Maestra sia asfaltata, intorno al 1935. I tempi degli spostamenti si riducono, anche se non sempre si era sicuri di arrivare. Il vetturino Tito Ciardi era solito mettere le mani avanti con i clienti dicendo: “Su fratello in cabina! Fra un’ora a Prato o all’ospedale!”.