Montecatini Terme

La Lega e i giovani

Contributo di Michele Andreoli

Riflessione sulle elezioni europee 2019

Leghista a Pontida

Io vivo in mezzo ai giovani e – con un certo sgomento – vedo crescere sempre più tra di essi l’entusiasmo per personaggi come Matteo Salvini. Come biasimarli?
Ma -ditemi voi- come può un ventenne di oggi sapere che ci fu un tempo in cui i leghisti andavano in giro con le corna, come vedete nella foto qua sotto? Come potrebbe sapere che la Lega aveva come programma politico la separazione della Lombardia dall’Italia e la sua annessione con la Svizzera? Come potrebbe neanche immaginare – vedendo il capo attuale della Lega, Matteo Salvini, che bacia il crocefisso e invoca la protezione della Madonna – che il fondatore del partito, un certo Umberto Bossi, aveva chiamato suo figlio Eridanio, uno degli antichi nomi del Dio Po, e non con uno dei santi nomi dei patroni d’Europa? Come potrebbe sapere il 14-enne, il 15-enne, che i leghisti ogni anno indossavano l’elmo con le corna, e non al Lucca Comics, ma a Pontida, sulla sponde del Sacro Fiume, da cui prelevavano una fiala di acqua e la portavano in processione, urlando come satanassi? Come potrebbe sapere – il bravo ventenne, abituato a vedere Salvini ispezionare impettito i picchetti d’onore della Polizia – che Umberto Bossi amava dire che “con il Tricolore io mi ci pulisco il culo”; che “Roma ladrona” doveva smetterla di “mungere la Padania come fosse una vacca”, e che la Padania doveva avere un proprio Parlamento; e che questo Parlamento fu realmente in funzione, con alti e bassi, tra il 1997 e il 2008, anche se nient’altro si sa se non che alla sua costituzione, nella lista dei cosiddetti “Comunisti Padani”, vi partecipò anche un famoso comunista del tempo, certo Matteo Salvini?
Come potrebbe, il bravo ventenne – il cui cuore vibra di emozione quando sente Salvini dire “quello che faccio, io lo faccio per il mio Paese”, come potrebbe neanche solo immaginare che, la notte tra l’8 e il 9 maggio 1997, un drappello di valorosi patrioti padani autodefinetisi “I Serenissimi”, alla guida di un carrarmato autocostruito saldando piastre di metallo sulle fiancate di un camion e che con germanico orgoglio avevano battezzato “Tanko”, assalirono il campanile della basilica di San Marco a Venezia, e dichiararano la secessione dall’Italia?

No, non lo potrebbe sapere, il bravo ventenne. Oppure sì, potrebbe, ma studiando. E qui casca l’asino. Purtroppo, i libri di Storia, non arrivano al “Tanko”. E la televisione di Stato, ormai completamente in mano loro, non parlerà del “Tanko” per molto, molto tempo. Dobbiamo aspettare, aspettare ….

 

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